I correntisti e i risparmiatori si sono chiesti almeno una volta nella vita se la propria banca sia sicura.

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La voglia di investimento va a braccetto con il rischio di recessione ovvero di default degli istituti finanziari. Se una banca è solida offre infatti molte opportunità di aumentare i propri utili, azzerandone le perdite. Andiamo quindi a capire quali sono realmente le banche italiane più sicure e con quali parametri valutarle.

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Come capire se una banca è sicura

Per valutare la solidità di una banca è necessario per prima cosa tenere sotto controllo i seguenti fattori:

  1. Sovency Ratio, cioè il coefficiente di solvibilità di una banca che misura il  grado di patrimonializzazione di un istituto finanziario, ed è il risultato del rapporto percentuale tra il patrimonio di vigilanza della banca e il totale delle attività ponderate per il rischio (RWA). Più alto sarà tale valore più la banca è solida.
  2. CET1 (Common Equity Tier1), parametro che indica se la banca possiede abbastanza capitale proprio per fronteggiare un’eventuale crisi. Tale valore deve essere superiore all’8% affichè la banca sia considerata solida.
  3. Total Capital Ratio, questo parametro indica il rapporto percentuale tra il patrimonio di vigilanza e i crediti che tale banca ha concesso ai clienti. La BCE ha stabilito che tale valore deve essere pari o superiore al 10,5% affichè la banca sia definita sicura.
  4. Si dovrà inoltre guardare a questi parametri non solo per quanto riguarda le singole banche ma anche la sicurezza garantita dalla Banca d’Italia, sia per quanto riguarda il sistema assicurativo che prevede ovvero se dispone di finanze statali adeguate.

Cos’è il CET1 Ratio?

A monitorare la sicurezza delle banche ci pensa la BCE (Banca centrale europea) attraverso il parametro CET1 Ratio (Common Equity Tier1 Ratio), il quale è utilizzato per valutare la solidità delle banche. Nello specifico tale parametro valuta il rapporto tra il capitale ordinario versato dalla banca (CET1, riserve e utili non distribuiti) e le sue attività ponderate al rischio implicito. Al suo interno quindi vengono ricompresi anche i crediti deteriorati, le inadempienze probabili e le sofferenze, in modo da fornire informazioni complete e trasparenti.

Il CET1 Ratio di una banca, affinchè questa si possa definire solida deve essere pari o superiore all’8%, nel caso tale valore sia inferiore alla soglia minima dell’8% la banca dovrà rafforzare il patrimonio per scongiurare il bail in. I correntisti potranno trovare questo parametro e altre informazioni nelle comunicazioni di bilancio che le banche pubblicano periodicamente nei loro siti internet.

La classifica delle banche italiane più sicure aggiornata al 2021

Secondo gli stress test periodici effettuati dalla BCE le banche italiane più sicure in base ai CET1 (indica il capitale ordinario, utili non distribuiti e riserve) e CET1 Ratio (rapporto tra CET1 e il rischio implicito) sono:

  1. Intesa Sanpaolo, CET1 12,8%, CET1 Ratio 17,2%
  2. Unicredit, CET1 11%, CET1 Ratio 14,5%
  3. UBI, CET1 11,68%, CET1 Ratio 14,55%
  4. Credem, CET1 13,51%, CET1 Ratio del 13,51%
  5. BPER, CET1 14,47%, CET1 Ratio 15,98%

In base ai dati forniti dall’EBA (European Banking Authority), possiamo quindi concludere dicendo che le banche italiane riescono a coprire i debiti deteriorati per il 53,8% rispetto agli altri paesi europei, il cui valore medio si ferma al 44,7%. Ciò nonostante il CET1 fully loaded italiano (Quarterly Financial Period End Date or Extraordinary Calculation Date,) si fermi al 13,2%, rispetto alla media europea che è del 14,85.

In definitiva quindi, per capire se una banca sia davvero sicura, il correntista dovrà monitorare attentamente le comunicazioni fornite dal proprio istituto e controllare l’ultimo bilancio d’esercizio. Sarà buona norma inoltre controllare i dossier che la BCE mette a disposizione regolarmente per valutare il CET1 Ratio sia delle banche italiane che straniere.