Nella cultura finanziaria italiana esiste ancora l’erronea convinzione che aprire un conto estero sia illegale, in realtà non è così.

mav bancario

Certamente si dovrà rispettare la normativa vigente nel paese di apertura, ma a parte ciò non ci sono particolari limitazioni. Aprire un conto estero può essere infatti un valido strumento per essere tutelati in caso di perdita di valore dei titoli italiani e in caso di default del sistema finanziario italiano.

Possiamo quindi affermare che il conto estero può fornire una maggiore sicurezza per il proprio patrimonio, nel senso che l’apertura di un conto estero può difenderci da eventuali problematiche economiche nazionali. Inoltre questa tipologia di conto, in determinate banche può garantire al correntista minori spese di gestione, burocrazia più snella e una maggiore redditività.

Bisogna poi tenere in considerazione il fatto che se un soggetto apre un conto in uno stato con una moneta diversa, questo strumento potrà offrire maggiori garanzie sugli investimenti in valuta, in quanto c’è minor rischio di svalutazione della valuta, e l’inflazione.

LEGGI ANCHE >>> Ville e milioni di euro su conti segreti: le incredibili truffe della nonna

LEGGI ANCHE >>> Conti correnti, occhio ai costi: ecco le banche più convenienti

Aprire un conto all’estero: documenti e procedure

Nel momento in cui un soggetto deciderà di aprire un conto corrente all’estero, dovrà rispettare un paio di condizioni:

  1. il denaro versato nel conto corrente deve provenire da fonti di reddito legali e dichiarate.
  2. si dovrà rispettare la tracciabilità fiscale delle attività patrimoniali e finanziarie detenute all’estero.

Il soggetto dovrà fornire alla banca una serie di documenti:

  1. copia autenticata del passaporto
  2. estratto conto bancario o busta paga del soggetto che si appresta ad aprire il conto
  3. eventuali referenze bancarie per valutare l’affidabilità del soggetto
  4. utenze domestiche a norme del richiedente l’apertura del conto

Se invece è una società che vuole aprire un conto estero la procedura è più complessa, per via delle norme sull’antiriciclaggio. In questo caso sarà necessario inserire tutti i documenti personali dei soci della società, la motivazione  a voler aprire un conto estero e in determinati casi la certificazione di residenza nel paese ove si vuole aprire il conto. Questo perché alcune banche non consentono di aprire un conto estero a quelle società che non hanno una stabile organizzazione nel paese estero ovvero una filiale all’estero.

Infine, per aprire un conto estero per la propria società sarà necessario presentare alla banca diversi documenti aziendali e un bussiness plan.

Aprire un conto corrente all’estero online

Potrebbe essera ancora più conveniente aprire online il conto estero, in quanto permette di azzerare i costi e avere rendimenti elevati.

La procedura può essere conclusa direttamene dall’Italia, sarà solo necessario che la documentazione richiesta dalla banca venga tradotta nella lingua del paese in cui si apre il conto  I documenti non sono standard, in quanto saranno diversi a seconda dell’istituto bancario e della legislazione nazionale, ma abitualmente sono:

  1. copia autenticata del passaporto ovvero documento d’identità in corso di validità
  2. copia documenti che attestano la provenienza legale del denaro che si andrà a versare
  3. lettera di motivazione della richiesta di apertura del conto estero

Tutto ciò dovrà essere inviato con firma digitale o attraverso altre forme di sottoscrizione indicate dalla banca. Nel caso in cui il soggetto che si appresta ad aprire un conto estero si trovi fisicamente all’estero, dovrà altresì inviare copia attestante il domicilio, la busta paga, l’autorizzazione alla permanenza nel paese.

Bisogna però evidenziare che non sempre è semplice aprire un conto corrente estero in paesi che non rientrano nell’Unione Europea, perchè hanno una legislazione più restrittiva e sistemi bancari diversi.

In quali paesi conviene aprire un conto corrente all’estero? Non solo in Svizzera

Una volta decisa la tipologia di conto che si vuole aprire, si deve valutare quali siano i paesi migliori ove aprirlo:

  1. Serbia, il suo punto di forza è essere fuori dall’area euro, di conseguenza si potrà evitare il bail in.
  2. Inghilterra, miglior paese ove aprire un conto estero online a zero spese. Inoltre si tratta di istituti bancari solidi e sicuri, con alti tassi di rendimento.
  3. Germania, le banche offrono condizioni e servizi molto vantaggiosi mantenendo un elevato standard di sicurezza.
  4. Svizzera, in questo caso però l’apertura di un conto non è scontato. Nel senso che la Svizzera chiede un versamento minimo e un elevato standard di affidabilità al correntista. Inoltre le spese di gestione sono elevate e mensili.
  5. Slovacchia, stato emergente che garantisce standard simile a molte banche europee.
  6. Cipro, considerato un paradiso fiscale, offre numerosi servizi ai propri correntisti, nonostante ciò si deve tenere a mente le problematiche riguardanti prelievi forzosi.
  7. Brasile, l’apertura di conti esteri in questo paese è in espansione nonostante sia considerato povero. I tre principali istituti (Unibanco, Banco Itaù, Banco Bradesco) offrono condizioni interessanti ed buoni standard di sicurezza.

Conti correnti all’estero: monitoraggio fiscale e Ivafe

Per chi intende aprire un conto estero è bene tenere a mente che non sarà possibile aprirlo in forma anonima, infatti questo sarà segnalato alle autorità italiane.

È infatti prevista dall’OCSE, l’Automatic Exchange of Informatio (AEOI), una normativa, per i paesi aderenti, volta allo scambio di informazioni finanziarie a scopi fiscali. Questa disciplina prevede lo scambio periodico tra Autorità fiscali di informazioni fornite dagli istituti finanziari di ciascun paese. Attualmente sono circa cento i paesi che hanno aderito a questo Common Reporting Standard.

Tutto ciò è stato predisposto per evitare il riciclaggio di denaro, a tal fine è stato predisposto una procedura di verifica alla quale sarà aggiunta una certificazione di residenza fiscale.

Inoltre, per le persone fisiche residenti in Italia che dispongono un conto estero, ma anche altri prodotti finanziari, dovranno versare l’Ivafe. Dal 2020 tale imposta è stata addebitata anche agli enti non commerciali e alle società semplici residenti all’estero che abbiano aperto conti esteri. L’Ivafe viene calcolata sul valore dei prodotti finanziari posseduti ed è proporzionale, attualmente pari al 2 per mille.

Per i conti correnti e i libretti di risparmio inferiori a 5mila euro tale imposta non è dovuta, mentre per valori superiori l’imposta è di 34,20 euro per ciascun conto ovvero libretto posseduti all’estero. Da tale imposta si dovrà detrarre un credito d’imposta pari all’ammontare dell’imposta patrimoniale versata nello stato in cui il conto estero o il libretto di risparmio sono detenuti. In determinati casi infatti non si dovrà pagare alcun credito d’imposta, per evitare la doppia tassazione.

Si può pignorare un conto corrente all’estero?

Il pignoramento di un conto estero è possibile ma non conveniente perché prevede dei costi molto elevati per il creditore, che inoltre non potrà pignorare tutta la somma del debito.

La procedura prevede che dal momento in cui viene emesso l’atto di precetto, il debitore abbia tempo 10 giorni per saldare il proprio debito. Trascorso tale periodo senza che il debitore abbia provveduto, il creditore notifica al debitore e alla banca, una atto di citazione. La banca a questo punto dovrà bloccare dal conto estero una somma pari al pignoramento aumentata della metà. Tutto ciò dovrà essere comunicato al Tribunale. La banca però non potrà pignorare tutto il denaro contenuto nel conto estero del debitore, ma solo due terzi. Inoltre la banca potrà vincolare le somme depositate dopo il pignoramento, in modo da permettere al debitore di saldare il proprio debito.