Fregatura in busta paga: costretti a restituire lo stipendio

Brutte notizie per molti lavoratori frontalieri che si sono visti costretti a restituire il denaro guadagnato nelle missioni in Svizzera. Ecco cosa è successo.

busta paga contestazione

A causa del Covid il governo ha deciso di adottare una serie di misure volte a contrastare la diffusione del virus. Una situazione che ha registrato un notevole impatto non solo dal punto di vista sociale, ma anche economico, con molti imprenditori che hanno dovuto sospendere la propria attività lavorativa.

Oltre alle varie implicazioni derivanti dalla crisi economica che ha colpito tutti nell’ultimo anno, bisogna fare i conti con alcune problematiche che da anni colpiscono alcune categorie lavorative. Ne è un chiaro esempio quanto succede da un po’ di tempo a questa parte ad alcuni lavoratori frontalieri che si sono ritrovati a dover fare i conti con una richiesta inaspettata, rappresentata dal dover restituire i soldi guadagnati lavorando. Ma come è possibile? Entriamo nei dettagli e vediamo cosa è successo.

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Frontalieri, fregatura in busta paga: costretti a restituire il denaro

La Cisl della Lombardia ha di recente deciso di avviare una vertenza per tutelare alcuni lavoratori che sono stati inviati a lavorare temporaneamente in Svizzera, diventando dei frontalieri a tempo. In particolare, nel caso preso in esame, si tratta della storia di un montatore italiano, mandato in Svizzera per un lavoro, e che si è visto costretto a restituire in nero al suo datore di lavoro l’indennità di trasferta. In Svizzera, ricordiamo, a parità di mansione, i lavoratori arrivano a percepire anche il doppio rispetto al nostro Paese, tanto da arrivare a guadagnare anche 3.500 euro al mese.

Peccato – ha spiegato Mastroberti dell’Ufficio vertenze Cisl- che la differenza tra la retribuzione italiana e svizzera, anche pari a circa 2.000 euro, dovesse restituirla all’azienda, pena la perdita del posto di lavoro“. Ma non solo, “Abbiamo scoperto che in alcuni casi l’azienda paga con bonifico quanto riportato in busta paga, ma poi chiede al lavoratore di restituire la differenza in contanti“. Una situazione, purtroppo, sempre più diffusa, tanto da essere tanti i casi segnalati negli ultimi anni agli Uffici vertenze della Cisl.