Il nuovo esecutivo vuole evitare che si inneschi una bomba sociale e ha tra i suoi principali obiettivo a breve termine quello di prorogare il blocco licenziamenti

Blocco licenziamenti

Fase cruciale per il nuovo Governo Draghi che deve guadagnarsi la fiducia del Parlamento. Un passo importante per permettere all’Italia di ripartire e provare a risolvere l’emergenza economica e sanitaria.

Uno dei temi cruciali è quello riguardante il blocco dei licenziamenti, che sarà in vigore fino al 31 marzo 2021. Il rischio è quello che si scateni un vero e proprio boomerang che consenta ai datori di lavoro di dare il ben servito ai propri dipendenti.

Contestualmente però dovrà essere varata la nuova Cassa Integrazione Covid, che nel Decreto Ristori cinque è stata estesa fino a 26 settimane. Naturalmente come era immaginabile, da un lato ci sono le imprese che non sono d’accordo con l’eventuale provvedimento e dall’altro i sindacati, per cui ovviamente questa soluzione è l’unica possibile.

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Proroga blocco licenziamenti e riforma ammortizzatori sociali

Il Governo dal canto suo sembra essere orientato per una proroga almeno fino all’estate. Dovrebbero inoltre fare seguito tre riforme di fondamentale importanza: ammortizzatori, politiche attive e pensioni. Un modo per consentire a chi rimarrà senza occupazione al termine del blocco di ricollocarsi o di avvicinarsi alla pensione (nei casi in cui sia possibile).

Il nuovo ministro del Lavoro Andrea Orlando di fatto ha seguito la linea tracciata da colei che lo ha preceduto, ovvero l’ex ministra Nunzia Catalfo. Dunque, ulteriori 18 ulteriori settimane di Cig Covdi e divieto di licenziamento.

Imprese e sindacati e lavoratori però si aspettano di più a partire dalla nuova Naspi, fino ad arrivare all‘assegno di ricollocazione, alle politiche attive e gli interventi a sostegno dell’occupazione dei giovani e delle donne.