Il prossimo 31 marzo terminerà il blocco dei licenziamenti. Cosa succederà dopo tale data? Ecco i possibili scenari e la presa di posizione di Confindustria.

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In seguito all’emergenza Covid il governo ha deciso di adottare una serie di misure volte a contrastare la diffusione del virus. Una situazione che ha registrato un notevole impatto non solo dal punto di vista sociale, ma anche economico. Molti imprenditori, infatti, si sono ritrovati a dover chiudere o quantomeno sospendere le proprie attività.

Un contesto particolarmente difficile da gestire, con sempre più persone costrette a dover fare i conti in tasca pur di avere qualche euro in più nel portafoglio. Se tutto questo non bastasse, il prossimo 31 marzo terminerà il blocco dei licenziamenti voluto dal precedente Governo. Sono in molti, quindi, a temere le possibili conseguenze. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo quali possono essere i possibili scenari e la presa di posizione in merito di Confindustria.

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Blocco licenziamenti, cosa succede dopo il 31 marzo: un futuro da riscrivere

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Dopo il crollo del governo Conte bis, Mattarella ha deciso di affidare l’incarico di guidare il nostro Paese a Mario Draghi. L’ex governatore della BCE ha già reso nota la lista dei ministri e ci si inizia a chiedere quale sarà l’impatto del nuovo esecutivo sulle nostre vite. A destare particolare interesse è l’imminente termine del blocco dei licenziamenti. Quest’ultimo, ricordiamo, è fissato al 31 marzo, con molti che iniziano a porsi domande sul futuro di molti posti di lavoro.

Ebbene, in tal senso non sono ancora giunte conferme in merito, con le ultime indiscrezioni che vorrebbero il nuovo governo propenso a concedere altri tre mesi di stop. In questo modo l’esecutivo avrebbe del tempo a disposizione per pensare ad una riforma degli ammortizzatori sociali e favorire la ripresa del mondo del lavoro.

Le parole del vicepresidente di Confindustria

In attesa di scoprire quali saranno le decisioni in merito, riportiamo le parole di Maurizio Stirpe, vice presidente di Confindustria. In occasione dell’incontro con il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, infatti, Stirpe ha dichiarato: “Per quanto riguarda le priorità da affrontare nel breve e nel medio termine la prima necessità è quella di fare la riforma degli ammortizzatori. Nei prossimi giorni invieremo ancora il nostro punto di vista perché la riforma degli ammortizzatori sociali è strettamente connessa al blocco dei licenziamenti. “.

Per poi aggiungere: “Su questo aspetto ci vuole pragmatismo e un approccio empirico. Dove ci sono attività ferme perché il governo decide di fermarle è giusto che ci sia il blocco dei licenziamenti, così come è corretto che ci sia il riconoscimento dei costi di gestione e il differimento degli oneri fiscali e contributivi. Ma dove non ci sono condizioni di sospensione per legge, ma riduzione di attività dovute al mercato dobbiamo consentire alle aziende di potersi riposizionare, per far ripartire il mercato del lavoro“.