Palermo: un poliziotto ed un carabiniere coinvolti nella truffa delle auto di lusso

Sarebbero coinvolti anche degli esponenti delle forze dell’ordine, nella maxi-inchiesta di Palermo sulla truffa delle auto di lusso

Palermo: un poliziotto ed un carabiniere coinvolti nella truffa delle auto di lusso
Lamborghini (Fonte foto: Pixabay)

Auto di lusso comprate, per simularne il furto. Ricevuti i soldi dell’assicurazione, rimettevano le macchine sul mercato per guadagnarci ancora. Concessionarie, più l’aiuto di un poliziotto e di un carabiniere, nel siciliano.

Sono 16 in tutto, le misure cautelari scattate nella notte tra Palermo e Villabate, tutti, sono accusati di associazione per delinquere finalizzata a furto, riciclaggio di auto di lusso e truffa in danno ad assicurazioni.

Questo, è quanto emerge dalle indagini dei Carabinieri di Misilmeri, coordinata da un pool di magistrati della Procura di Palermo sotto la guida dall’aggiunto Ennio Petrigni.

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In che modo è stato scoperta la truffa delle auto

L’inizio delle indagini, risalgono al lontano 2017, dopo la segnalazione di un profilo Facebook molto sospetto. Tre, a capo del gruppo di sedici truffaldini, che oggi hanno ricevuto i domiciliari. Diverse auto acquistate, tra Ferrari, Lamborghini, Porsche, Mercedes ed ancora altre case. Le acquistavano tra Napoli e Palermo per poi intestarle a dei prestanome.

800 o 1000 euro per ogni intestazione, la cifra che ricevevano per farsi intestare le auto, prevalentemente affidate all’assicurazione Allianz. Questo perché considerata “la più celere ed elastica nella liquidazione di sinistri”, scrive il gip Guglielmo Nicastro. Dopo aver staccato il rilevatore poi, ne simulavano il furto.

Il carabiniere ed il poliziotto coinvolti poi, sottoscrivevano atti falsi per certificare il furto delle auto. Firmando un verbale a nome di una donna deceduta, incassavano poi la cifra pattuita con l’assicurazione che spesso sfiorava anche i 40mila euro. Per l’operazione l’auto veniva occultata, poi magicamente sempre ritrovata da uno tra il poliziotto e il carabiniere, perché potesse essere rivenduta, dopo essere reimmatricolata. Al momento, per il carabiniere coinvolto, il gip ha disposto l’obbligo di dimora e per il poliziotto quello di presentazione.