L’unico modo per accorciare i tempi di sblocco di un conto corrente pignorato è quello di dimostrare entro 60 giorni di aver provveduto al pagamento del debito ovvero aver effettuato richiesta di rateizzazione.

Avvocato in una contrattazione

La procedura di pignoramento del conto corrente è diversa a seconda della tipologia del  conto corrente e dell’uso che il correntista ne fa. Nel caso in cui il conto corrente sia utilizzato prevalentemente per le entrate derivanti dal rapporto di lavoro, bisogna fare un distinguo: se lo stipendio è depositato prima del pignoramento, può essere espropriata solo la parte che eccede il triplo, nel caso in cui il versamento delle somme sia avvenuto dopo l’atto di pignoramento, si procede al pignoramento del quinto. Le stesse regole valgono per il pignoramento della pensione o del TFR.

Nel caso in cui il correntista sia cointestatario di un conto si procede al pignoramento fino a un massimo del 50% della somma depositata. Resta ferma la possibilità di pignoramento postumo, nel caso si attivino successivamente altri conti correnti. Non esistono conti correnti non pignorabili, ci sono delle eccezioni legate al caso in cui il conto corrente sia in rosso, in tal caso la banca non avrà un capitale da aggredire.

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Che operazioni si possono fare con un conto corrente pignorato

Con un conto corrente pignorato il correntista non potrà più effettuare nessuna operazione. Il soggetto potrà però decidere di aprire un conto corrente con un’altra banca ed effettuare con esso tutte le operazioni standard. Per evitare però tutta questa procedura, il correntista potrà entro 60 giorni dal ricevimento dell’atto di pignoramento richiedere di rateizzare il suo debito. Una volta che avrà versato la prima rata, potrà fare richiesta di sbloccare il conto corrente.

Quanto dura il pignoramento del conto corrente?

Il pignoramento di un conto corrente non ha una durata prestabilita, perché incidono numerose variabili. Infatti, il giudice, alla prima udienza verifica la tipologia di conto e le entrate stabili che in esso affluiscono. Si possono dividere in:

  1. Conto corrente con entrate stabili derivanti da stipendio o pensione, in tal caso il pignoramento dura finche non viene pagato totalmente il debito.
  2. Conto corrente derivante da attività imprenditoriale, in questo caso il pignoramento inizia con la notifica dell’atto di pignoramento alla banca e cessa con l’udienza di assegnazione di tali somme al creditore.

Come evitare di farsi pignorare il conto

Nel caso si voglia evitare il pignoramento l’unica soluzione è una trattativa privata, che dovrà avvenire tra l’avvocato del correntista e quello della banca. Per utilizzare tale strumento si dovrà essere in un momento antecedente la notificazione dell’atto di pignoramento. Un altro strumento utilizzato dai correntisti per evitare il pignoramento è quello di svuotare il conto prima che vengo notificato l’atto esecutivo.

Come chiudere un conto corrente pignorato

Un conto corrente pignorato non può essere chiuso, in quanto non appena viene notificato l’atto di pignoramento alla banca, questa procederà a bloccare il conto corrente del debitore, il quale non potrà più usufruirne.