Spesso capita di accorgersi che in bolletta c’è qualcosa che non torna. In questi casi, è diritto dell’utente di richiedere un’ulteriore verifica. E, in caso, il rimborso.

Bolletta
Foto di Michael Schwarzenberger da Pixabay

Non è detto che, qualora si riscontri un difetto in bolletta, sia imputabile sempre all’utente. Spesso, infatti, accade che l’intoppo si nasconda a monte e che sia proprio il cliente ad accorgersene. Sovente accade di notarlo nei cedolini cartacei più che in quelli online. In questi casi, infatti, il pagamento è automatico ed è più difficile prestare attenzione a possibili errori nella contabilizzazione o nella fatturazione. Su carta, invece, viene naturale buttare un occhio su cosa sta pagando. Ed ecco che, in alcuni casi, ci si può accorgere di qualche magagna di troppo.

Il consiglio principe, visto quanto premesso, è fondamentalmente uno: imparare a leggere la bolletta, prestando attenzione alle varie voci e soprattutto ai vari importi che, sommati, andranno a darci il complessivo di spesa. Quando si incappa in qualche errore, infatti, ci si trova spesso fra le righe piccole e fra i riepiloghi delle spese. Altra abitudine di buona creanza, tenere d’occhio il contatore. E imparare a raffrontare numeri e cifre.

I sistemi di lettura automatica può provocare qualche intoppo. Il quale si produce poi in bolletta ma spesso in aree delle diverse pagine alle quali viene concessa meno attenzione. Spesso per non spendere parte del proprio tempo nella lettura (che oggettivamente ne richiede), limitandosi a prendere visione dell’importo che, a meno che non abbia errori macroscopici, verrà pagato senza battere ciglio. A dar retta alle statistiche, tuttavia, di errori comuni ce ne sono diverse in bolletta. O meglio, possono capitare. Tre nello specifico.

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Errori in bolletta, chi sbaglia paga: ecco come chiedere il rimborso

Il più banale: la somma riportata è più alta di quella in realtà dovuta. In caso lo ritenga, l’utente ha il diritto a richiedere verifiche ulteriori, così da appurare  se, effettivamente, vi sia un errore. Altra possibilità: il momento in cui si richieda il saldo di una bolletta in realtà già saldata. Oppure che si verifichi il conteggio di servizi in realtà non richiesti. Tutte circostanze in cui l’utente, qualora ritenga di avere qualche dubbio, può far appello alla società gestente.

Tutto questo può avvenire tramite comunicazione scritta con riportate le contestazioni (comunicando al contempo la propria autolettura). Chi eroga il servizio dovrà rispondere entro 40 giorni dalla ricezione della richiesta. In caso l’errore venga appurato, si provvederà a una rettifica (con reinvio della bolletta con somma corretta) e, qualora il pagamento sia già stato effettuato, un rimborso nella successiva bolletta.