A Modena un 25enne è stato vittima di una truffa, mettendo in vendita online un giocattolo dal valore di 1000 euro. Cosa è accaduto.

truffa online

A Modena un 25enne è stato vittima di una truffa. Il giovane aveva messo in vendita su un portale online un giocattolo dal valore di oltre 1000 euro.

Il ragazzo, invece, di ricevere il denaro pattuito, è stato vittima di una truffa che gli è costata un accredito di oltre 1.750 euro.

Ovviamente, il giovane non ha perso tempo ed ha subito denunciato il fatto. Per i presunti truffatori, responsabili del raggiro ai danni del 25enne modenese, sono stati accusati di truffa, ex art. 640 c.p.

L’ art. 640 c.p. prevede, al comma 1, che: “chiunque, con artifizi o raggiri, inducendo taluno in errore, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno, è punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni e con la multa da euro 51 a euro 1.032”.

Vediamo nei dettagli il modus operandi dei malviventi.

LEGGI ANCHE >>> Cinque numeri dal 20 al 30: San Valentino milionario in Sicilia

LEGGI ANCHE >>> Lotto, SuperEnalotto, i numeri vincenti dell’estrazione di sabato 13 febbraio 2021

Truffa del giocattolo: i dettagli

La truffa in oggetto è avvenuta a fine gennaio, quando un 25enne modenese ha messo in vendita online sul portale Subito.it il modellino di un’auto con motore a scoppio.

Il giovane è stato subito contattato da 40enne pakistano che lo ha subito invitato a recarsi in banca per ricevere l’accredito. E’ proprio in banca che il raggiro ha preso forma, infatti, il venditore seguendo le indicazioni telefoniche del 40enne, non si è accorto che non stava ricevendo un accredito ma stava effettuando un pagamento.

Putroppo, però, quando il 25enne ha realizzato di essere stato truffato, ha provato a ricontattare il 40enne che, senza perdere tempo, si era reso irreperibile.

Il modenese ha quindi presentato denuncia alla Polizia giudiziaria, che ha avviato le indagini a partire dagli estremi delle due carte di credito su cui era stato effettuato il bonifico.

Gli intestatari risultavano, due italiani di 39 e 42 anni, mentre l’intestatario dell’utenza telefonica risultava ancora ad un altro soggetto.