L’incredibile vicenda portata alla luce da Striscia la Notizia: una cartella esattoriale per una bolletta di un contratto mai sottoscritto. E le spese sono cresciute…

Bolletta calvario

Un contratto telefonico mai firmato, un’utenza non pagata mai dovuta e il paradosso di dover impiegare dieci anni della propria vita a risolvere una bega ai limiti dell’assurdo. Una vicenda che ha effettivamente del surreale quella portata alla luce dall’inviato di Striscia la Notizia Riccardo Trombetta, che vede protagonista un utente che, di fatto, utente non era. O almeno non di questa specifica sottoscrizione contrattuale. La quale, tuttavia, sembra che esistesse e vedesse in lui un cliente non in regola con il saldo delle rate. Ma andiamo con ordine.

A raccontare la vicenda è stato lo stesso interessato, che ha spiegato come l’errore marchiano non sia stato sufficiente a scagionarlo da un pantano burocratico nel quale è finito in modo involontario e per ragioni mai del tutto chiarite. E questo a fronte di una presunta spesa non saldata nemmeno troppo ingente.

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Calvario di 10 anni per una bolletta non sua: l’incredibile storia

La storia è stata portata a galla nell’ambito di un servizio di Striscia la Notizia, nel quale è stato spiegato come l’uomo si sia ritrovato a suo carico una bolletta da 51,64 euro, alla quale si sono aggiunti subito altri 220 euro di spese di notifica. La prima segnalazione effettuata è finita in un nulla di fatto, non ottenendo altro che un’ulteriore spesa aggiuntiva legata alla notifica dell’errore. Solo il vertice di quello che si sarebbe rivelato un iceberg enorme. Un calvario, come lo ha definito il diretto interessato.

Alla prima segnalazione, infatti, ne sono seguite tantissime altre, ognuna con un costo aggiuntivo. Il che ha portato l’iniziale spesa contenuta a livelli decisamente insostenibili. E questo nell’arco di ben dieci anni, senza che si venisse a capo dell’ingarbugliata matassa. Tanto che, ora, la stessa vittima dell’equivoco alza bandiera bianca: “Mi sono stancato di spendere soldi e tempo per risolvere un problema mai creato da me“. Il contratto in questione, ha spiegato l’interessato, sarebbe intestato a una donna, anche più giovane di lui. Un dettaglio non trascurabile che lui, uomo, ha fatto presente più volte: “L’ultima volta al telefono ho detto: ma io sono un uomo! Mi hanno risposto ‘qui sta il rebus’“.