Fisco, occhio ai controlli sui contribuenti: cosa c’è da sapere

Continua la lotta all’evasione da parte del Fisco che, grazie anche alle recenti direttive europee, è sempre più impegnato a ottenere il maggior numero di informazioni possibili sui contribuenti.

evasione conti correnti
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La lotta all’evasione fiscale continua a essere uno dei principali argomenti al centro dell’interesse dell’Unione Europea. Non è un caso, quindi, che nel corso degli anni siano state emanate varie direttive, volte proprio a contrastare tale fenomeno. Vera e propria piaga dell’economia di ogni Stato, l’intento è quello di fare fronte comune contro i vari furbetti. Proprio per questo motivo si è assistito nel corso degli ultimi anni a dei controlli sempre più serrati.

Il Fisco, infatti, ha accesso a un numero sempre maggiori di informazioni, quali ad esempio i dati finanziari e immobiliari dei vari contribuenti. Una situazione destinata a diventare sempre più stringente, con l’autorità fiscale che avrà modo di tenere sotto controllo i vari spostamenti di capitale. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo come tutto questo sia effettivamente possibile.

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Fisco, occhio ai controlli sui contribuenti: cos’è la cooperazione amministrativa in campo fiscale

Pensionato
Foto di Emilian Robert Vicol da Pixabay

Come già detto, gli Stati membri dell’Unione Europea hanno deciso di fare fronte comune all’evasione fiscale. A tal fine, nel corso degli anni, sono state emanate varie direttive, volte a favorire i controlli da parte delle autorità fiscali. Dal 2013, ad esempio, è in vigore una direttiva riguardante la cooperazione amministrativa in campo fiscale, meglio nota come Dac. Quest’ultima è stata pensata al fine di poter controllare in qualsiasi momento i vari spostamenti di capitale da uno stato all’altro.

In particolare è stato previsto uno scambio automatico annuale di dati fiscali predefiniti. Ma non solo, è possibile far richiesta di informazioni inerenti uno o più contribuenti. Se tutto questo non bastasse, dal 2014 una nuova direttiva permette al Fisco di accedere allo scambio automatico di informazioni su dividendi, plusvalenze e altri redditi finanziari.

Dal 2015 al 2020 si è assistito all’approvazione di altre Dac, che consentono lo
lo scambio di informazioni sui ruling preventivi transfrontalieri delle società; ma anche sulla rendicontazione delle varie multinazionali. In seguito alla direttiva n. 2018/822/UE, meglio nota come DAC 6 e recepita in Italia con il D.Lgs. n. 100/2020, inoltre, avvocati, consulenti fiscali, dottori commercialisti e banche sono obbligati a trasmettere alle autorità finanziarie degli Stati di residenza dei propri clienti tutti i dati in loro possesso. Un continuo scambio di informazioni, quindi, che permette al Fisco di tenere i contribuenti sempre sotto controllo.

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