Il riscatto della pensione consente al lavoratore di ottenere, a proprie spese, il riconoscimento contributivo di cui è rimasto scoperto.

riscatto della pensione
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Il riscatto della pensione è una facoltà del lavoratore/pensionato ed è sempre a titolo oneroso, anche se fiscalmente agevolato.

I contributi da riscatto corrispondono a periodi privi di contribuzione. Sono 3 le situazioni nelle quali la normativa vigente consente di intervenire:

  1. periodi per i quali vi sia stata omissione contributiva ma sia nel frattempo già intervenuta la prescrizione di legge;
  2. nei periodi per i quali non era previsto l’obbligo di versamento contributivo;
  3. periodi per i quali sono state introdotte particolari disposizioni legislative.

Ma in sostanza cosa si può realmente riscattare?

Tra gli anni di riscatto rientrano quelli relativi ai titoli di studio, come la laurea, per i quali non corre l’obbligo della contribuzione ma, altreì, quelli relativi al congedo parentale, l’aspettativa senza retribuzione per l’assistenza a invalidi, l’attività all’estero.

A ciò si aggiungano i periodi di sospensione dell’impiego, di servizio civile, di aggiornamento professionale e di studio.

Vediamo insieme quanto costa riscattare i contributi.

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Riscatto della pensione: quanto costa?

La domanda di riscatto della pensione deve essere presentata nell’arco temporale compreso tra il 2019 e il 2021, mentre i periodi di contribuzione mancate per cui è possibile presentare domanda di riscatto sono quelli che vanno dal 1° gennaio 1996 al 29 gennaio 2019.

Il lavoratore, che presenta la domanda di riscatto, ha la possibilità di dedurre i costi del riscatto dalle imposte IRPEF nel corso di un quinquennio.

I costi da sostenere annualmente sono pari a 5.240 euro per l’anno 2019. Detto costo può essere anche reteizzato: la rata minima da versare è di 30 euro, a cui non devono essere aggiunti i costi di interesse.

Il versamento dei contributi può avvenire nel corso di 10 anni con un massimo di 120 rate da corrispondere con cadenza mensile.