Aiutare i propri figli a comprare casa significa andare incontro a regole ben precise. Due metodi sono i più gettonati ma sono completamente diversi.

Casa acquisto
Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Dimenticatevi il concetto di regalo. Anche il più semplice dei gesti, come aiutare economicamente i propri figli, ha bisogno di passare sotto la lente del Fisco. Specie se l’aiuto consiste in un versamento di denaro a sua volta finalizzato all’acquisto di una casa. Le modalità per effettuare questo tipo di sostentamento sono diverse e possono rappresentare ognuna una valida alternativa dell’altra. Il punto è capire se esistano dei metodi per far sì che il sostegno economico alla prole resti tale senza passare necessariamente come una qualsiasi altra transazione di denaro.

In realtà la questione non è semplice. Anche perché l’atto di prestare denaro ai figli, specie in un momento di particolare spesa come l’acquisto di una nuova casa, è un gesto che contraddistingue praticamente ogni famiglia. Nello specifico, l’azione può essere svolta in almeno tre modalità.

Va detto che un metodo abbastanza semplice esiste, ed è quello della donazione direttamente su conto corrente. In sostanza, nel momento in cui il genitore decide di aiutare economicamente il proprio figlio con una parte dei propri risparmi, gli basterà effettuare un versamento mediante bonifico, nel quale basterà specificare una causale giustificativa. Qui potrà essere precisato l’intento di aiutare un’altra persona per l’acquisto (o la ristrutturazione) di una casa.

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Il figlio acquista casa? I genitori possono contribuire in questo modo

Altra variante, forse anche più semplice: effettuare direttamente il versamento al venditore o al terzo destinatario della somma. In questo caso, il trasferimento di denaro può avvenire tramite assegno bancario non trasferibile o sempre mediante bonifico bancario. Si tratta, in questi casi, della donazione indiretta, la quale permetterà di formalizzare in sede notarile la ragione della donazione. Non sarà quindi necessario l’atto pubblico né le conseguenti imposte a carico.

Inutile dire che questa resta la forma più usata, specie se non si tratta di somme molto elevate. In caso contrario, qualora l’importo superi i livelli di guardia, il metodo privilegiato resta quello della donazione diretta. La quale è regolamentata dall’articolo 769 del Codice Civile e inquadrata addirittura come contratto. In questi casi l’atto pubblico è necessario, così come la presenza di due persone in qualità di testimoni. E, naturalmente, scatterà la tassazione: nello specifico, un’imposta del 4% sulla somma versata.