Cassa integrazione, rush finale per gli arretrati: ecco quando arriveranno

Tutto dovrebbe arrivare a dama entro la fine del prossimo mese per quanto riguarda la cassa integrazione. Questo, almeno, secondo quanto si è proposto il Milleproroghe.

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Un discorso lungo quello della cassa integrazione, che ha meritato (e meriterebbe) lunghe riflessioni. E sul quale la crisi di governo, ancora incompiuta finché (qualora si rivelerà possibile) Mario Draghi non assemblerà i vari tasselli della maggioranza, getta ancora un’ombra lunga. Anche perché in ballo c’è tutta la serie di pagamenti che ancora deve essere effettuata e che interessa una larghissima fetta di contribuenti. Non va dimenticato, infatti, che gli effetti del lockdown dello scorso anno continuano a pesare e che molti di quei soldi sono ancora bloccati.

L’ultima notizia è che, molto probabilmente, gli arretrati non arriveranno prima di marzo. Una bad news a metà, considerando che febbraio è il mese più breve dell’anno. C’è da sperare, tuttavia, che non si verifichino ulteriori intoppi e che per il mese prossimo si arrivi finalmente a dama.

A diradare gli ultimi dubbi, almeno in teoria, è stato il decreto Milleproroghe, che sarà presumibilmente convertito in legge il prossimo 28 febbraio. Sarà il dl a mettere in moto l’ingranaggio definitivo e a sbloccare finalmente quei pagamenti che ancora mancano per chi ha visto la propria attività lavorativa o il suo posto da lavoratore dipendente sospeso dalla pandemia.

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Cassa integrazione, rush finale per gli arretrati: la soluzione del Milleproroghe

Dopo la pubblicazione del Milleproroghe in Gazzetta Ufficiale, questo intoppo fin troppo prolungato dovrebbe essere definitivamente fugato. Non è chiaro quanti lavoratori stiano ancora attendendo gli arretrati ma, a un conteggio generale, si parla almeno di 200 mila persone.

Sempre il Milleproroghe ha decretato il 31 marzo 2021 come data ultima sia per l’invio delle domande di cassa integrazione (naturalmente per Covid) che dei modelli SR41. La speranza è che questo basti a imprimere l’accelerata definitiva e a rimettere in paro quanto ancora deve essere percepito.

Nei mesi scorsi, era emersa più volte la difficoltà degli enti preposti nell’erogazione dell’ondata di Cig, anche su un piano normativo (soprattutto per via dei numerosi Dpcm). Tanto che lo stesso Consiglio dell’Ordine dei Consulenti aveva proposto come soluzione l’indicazione di un unico periodo di sostegno al reddito. Con la speranza che le sorprese siano finite.