Giochi social estremi: bambina tenta il suicidio, maestre la salvano in tempo

I genitori devono stare sempre più attenti ai giochi social estremi. Molti bambini nel tentativo di emularli rischiano seriamente la vita

Giochi social estremi
Fonte Pixabay

Il web può essere uno strumento tanto comodo quanto pericoloso soprattutto per i più piccoli. I genitori devono sempre prestare massima attenzione alle attività che i loro bambini svolgono in rete, perché sono sempre più numerosi i giochi estremi (o meglio subdoli) in cui ci si può imbattere.

Uno dei casi più eclatanti degli ultimi anni è stato quello della “Blue Whale” un gioco manipolatore che attraverso un lavaggio del cervello costante “spingeva” i ragazzini adolescenti a buttarsi da palazzi altissimi. Una vera e propria bruttura, che pur non avendo mai trovato un riscontro certo, ha destato diverse perplessità e ha lasciato molte tracce su internet.

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Giochi social estremi: tragedia sfiorata in una scuola di Lecce

Un episodio vagamente analogo è avvenuto in una scuola elementare della provincia di Lecce, dove una bimba di appena 9 anni ha tentato di impiccarsi nei bagni dell’istituto. Probabile che volesse emulare un suo coetaneo di Bari che ha perso la vita dopo essersi messo una corda intorno al collo.

Nella circostanza la piccola dopo aver chiesto il permesso di uscire dall’aula per andare in bagno, ha creato non pochi sospetti da parte delle amichette, le quali hanno prontamente avvertito le maestre. Fortunatamente è stato evitato il peggio, ma la paura rimane.

La procura dei minori ha aperto un’inchiesta a riguarda, anche perché oltre al già citato caso di Bari, anche a Palermo una bambina di 10 anni ha compiuto il medesimo folle gesto per partecipare ad una sfida lanciata sul noto social network “TikTok”. 

Si tratta di uno strumento molto diffuso tra gli adolescenti, ma teoricamente l’iscrizione è consentita solo dai 13 anni in su. Motivo per cui il Garante della Privacy ha disposto il blocco immediato degli utenti di cui non è possibile comprendere l’età anagrafica.

Ad ogni modo, i genitori giocano un ruolo fondamentale in tal senso. Aumentare i controlli o evitare l’utilizzo eccessivo della tecnologia può essere un buon viatico. Il resto deve farlo la scuola, con una campagna di sensibilizzazione ancor più importante, che faccia breccia nei cuori e nelle menti dei nostri giovanissimi.

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