Per quanto ancora ci alleneremo in casa? Il Dpcm, sulla riapertura delle palestre

Ci sono cose ben più importanti, certo, ma le palestre non sono fatte solo di clienti, anche i gestori vogliono saperne di più sul Dpcm

Per quanto ancora ci alleneremo in casa? Il Dpcm, sulla riapertura delle palestre
Palestra (Fonte foto: Pixabay)

La domanda più frequente di chi vorrebbe tornare alla “normalità”, è: Quando aprono le palestre?“. Si pensa ad una nuova data, tra l’altro molto prossima, il 15 febbraio, che effettivamente vede scadere il provvedimento che vieta gli spostamenti tra regioni anche in zona gialla, e riapre ai corsi con meno di 30 persone.

Il Governo però valuta e potrebbe, dal 16 febbraio, aprire ad un nuovo Dpcm per un nuovo dietrofront. Poi, tutti al lavoro per il Dpcm che sostituirà quello in scadenza il 5 marzo. Quindi le prossime due settimane, con continui confronti, Spadafora-Cts, saranno cruciali per palestre, piscine, calcetto e tanto altro.

Quindi, ricapitolando, non sono venute fuori decisioni ufficiali, ma le palestre potrebbero riaprire prima del 5 marzo. Dipende molto, anche dall’Rt. Questo perché effettivamente, gli impianti secondo il buon senso, potrebbero riaprire alle condizioni sanitarie adatte, anche senza aspettare il Dpcm.

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Cosa dice il Dpcm a proposito delle palestre

Dal 14 gennaio, sono queste le righe che ufficialmente di dicono del futuro delle palestre:

“Sono sospese le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali, fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza e per le attività riabilitative o terapeutiche, nonché centri culturali, centri sociali e centri ricreativi; ferma restando la sospensione delle attività di piscine e palestre, l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere svolte all’aperto presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, sono consentite nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, in conformità con le linee guida emanate dall’Ufficio per lo sport, sentita la Federazione medico sportiva italiana (FMSI), con la prescrizione che è interdetto l’uso di spogliatoi interni a detti circoli; sono consentite le attività dei centri di riabilitazione, nonché quelle dei centri di addestramento e delle strutture dedicate esclusivamente al mantenimento dell’efficienza operativa in uso al Comparto Difesa, Sicurezza e Soccorso pubblico, che si svolgono nel rispetto dei protocolli e delle linee guida vigenti”.

C’è però, ancora la tematica “Zona bianca” a tener banco. Proprio dallo scorso 13 gennaio, abbiamo preso familiarità con questo nuovo termine, che promuove le Regioni dove l’Rt diviene inferiore allo 0,50. In quel caso, il virus viaggerebbe a velocità tanto bassa, da consentire la riapertura di palestre, piscine, ma anche, finalmente, di teatri, cinema, musei e sale per concerti. Questo sogno però, pare essere ancora abbastanza lontano, per tutte le regioni dello stivale.

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