Piazza Affari non fa drammi sulla crisi di governo ma l’inizio delle consultazioni potrebbero rimescolare le carte in tavola.

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Le dimissioni annunciate dal premier Giuseppe Conte e l’inizio delle consultazioni al Colle non sembra aver scombussolato più di tanto gli indici di Borsa. Anzi, l’indice Ftse Mib registra un guadagno dello 0,84% quando l’orologio batteva le 12.40. Ossia quando il presidente del Consiglio aveva già annunciato ai ministri il suo passo indietro dalla premiership del governo italiano. E’ anche vero, però, che la crisi effettiva inizia ora.

Con la speranza, naturalmente, che l’andirivieni delle consultazioni con il Presidente della Repubblica non diventi una serie troppo lunga. Con il rischio, a quel punto concreto, di vedere gli indici di Piazza Affari sgonfiarsi progressivamente. Perché la barra resti dritta, secondo gli analisti di Equita, sarebbe necessaria una scelta di continuità. Quindi un Conte ter, che al momento appare quanto meno alle stesse probabilità delle altre variabili.

Non solo la Borsa paventa la continuità. Ma la indica addirittura come scenario più probabile, con reincarico al premier uscente e un nuovo governo “con una maggioranza allargata a gruppi di centro e con il rientro di Italia Viva“. Una prospettiva comunque ambiziosa se si considera che le consultazioni non sono ancora iniziate e che nei giorni scorsi i sentori fra il resto della maggioranza e i renziani erano stati tutt’altro che ottimisti.

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Equita comunque ne tiene conto. Se dovesse essere troppo difficile ricucire lo strappo e ricomporre i cocci ponendo al vertice di Palazzo Chigi lo stesso Giuseppe Conte, potrebbe palesarsi una via alternativa. Ossia un nuovo governo “senza Conte ma con una maggioranza simile a quella attuale”. Niente nuove elezioni quindi, almeno per il momento. Tutte ipotesi comunque.

L’unica certezza è che il Centrodestra si presenterà unito e che Italia Viva continua a giurare che non porrà alcun veto. Il Movimento 5 stelle, invece, ribadisce la propria convinzione in Conte. Anzi, per il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, il premier si è dimesso per una crisi “senza senso”. Ma non meno problematica delle precedenti.