In tempo di pandemia è un quesito che sorge spontaneo. Per scoprire che le spese da effettuare sono elevate e risparmiare su un funerale è quantomeno complicato.

Funerale
Foto di carolynabooth da Pixabay

Pandemia e crisi economica sono in qualche modo diventati sinonimi. E non va dimenticato che, in tempo di emergenza sanitaria, il confronto con gli aspetti più complicati dell’esistenza è quotidiano. Le difficoltà economiche, certo, ma anche e soprattutto la malattia. Negli occhi, tutti abbiamo ancora quanto visto un anno fa, quando i camion dell’esercito scortavano i feretri dei morti di Covid lontano dagli ospedali di Bergamo. Ma anche a distanza di molti mesi la pandemia continua a far male.

Sommando dunque i due aspetti (malattia più crisi economica) viene da chiedersi se chi perde un proprio caro riesca, al contempo, a sostenere le esose spese per una cerimonia funebre. Un’indicazione può arrivare dai siti dedicati, come MioFunerale.it, che consente di stilare dei preventivi. E quanto emerge, è un quadro preoccupante che poco si attaglia a un periodo di grave emergenza.

Basti pensare che, come spiega il sito, il costo medio di un funerale in Italia va dai 1.700 euro per una cerimonia base, fino ai 3.400 euro per un rito completo. Va inoltre considerato come tali cifre aumentino se si considerano il trasporto e la sepoltura. Senza considerare le altre costanti, come le tasse e le spese cimiteriali. Il che, di fatto, porta in un nulla il prezzo a lievitare anche oltre i 5 mila euro a cerimonia (con aggiunta del costo dei loculi, diverso a seconda della posizione).

Come per molti altri contesti, lo Stato ha predisposto dei sostegni anche per quanto riguarda le spese funerarie (non dimentichiamo che l’Italia ha superato gli 83 mila decessi solo per Covid-19). Si tratta in realtà di una detrazione dalle tasse, per un importo massimo di 1.550 euro. Un aiuto ma, lì per lì, poco di supporto in concreto visto che le spese vanno sostenute immediatamente.

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E non sono poche. Dalle tante voci, infatti, dipende anche il costo totale. Lo stesso sito riferisce come, fra pratiche, cassa e accessori se ne va la metà della spesa. Poi si aggiunge un 20% relativo al trasporto e al carro funebre, un altro 10% per accessori come i fiori e pratiche come la vestizione e la lapide. Anche per questo, in molti casi, si decide di non optare per i fiori (che, nonostante il valore simbolico, andrebbero poi sprecati) ma destinare quelle spese (spesso contribuite dai parenti) a opere di solidarietà.

C’è poi il discorso della cremazione. In questo caso si andrebbe a risparmiare, nel senso che la scelta della bara (obbligatoria per legge) si orienterebbe su un legno più economico e con meno finiture. Non ci sarebbero i costi dei loculi e anche il trasporto si ridurrebbe. Andrà calcolato il costo della cremazione, che per lo Stato però è standard: 511,60 euro. In totale, la spesa si aggirerebbe tra i 1.600 euro minimi e i 3.100 massimi.

Va poi ricordato che, in momenti così concitati, la situazione può andare oltre il verosimile. A Milano, ad esempio, una famiglia ha reso noto il conto di 4.500 euro arrivato dalle pompe funebri per il funerale mai celebrato del papà, morto per coronavirus. “Duecento euro per il ‘kit infettivo’ – raccontano all’Agi –, cioè per mascherine e guanti utilizzati dai necrofori. 950 euro per un funerale che non c’è mai stato e 560 euro per l’’uscita della salma dal Comune di Milano’. Solo alcune delle voci. La detrazione dalle tasse sembra davvero poco cosa.