L’imprenditore ternano di un’impresa di alimentari sbaglia il bonifico ed i suoi soldi finiscono ad una terza società

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Potrebbe trattarsi di una truffa o inspiegabilmente, di un errore del sistema che potrebbe diventare molto costoso, per un imprenditore del ternano.

Infatti, il suo bonifico di ben 100.000 euro, non è mai giunto a destinazione, ed ora ci sono indagini in corso per capire dove sia finito.

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Si accorge che la causale e cambiata, sbaglia il bonifico o è una truffa?

Un imprenditore di Montecastrilli, in provincia di Terni, effettua un bonifico tramite home banking e scopre che non è mai arrivato a destinazione. Nel dicembre 2020, il suo bonifico che sarebbe servito a pagare gli stipendi, era stato, almeno secondo le sue volontà, girato ad un altro istituto di credito di Terni. La causale rilasciata era: “Giroconto”.

A spiegare cosa non tornasse da subito, sono gli avvocati dell’imprenditore, Francesco Carsili e Giorgio Moricciani: “Tale importo avrebbe dovuto essere addebitato sul conto corrente ed accreditato su altro conto corrente sempre intestato al nostro assistito. Come chiaramente emerge dalla documentazione in nostro possesso (regolare distinta di eseguito bonifico), detta operazione è stata eseguita correttamente, senza errore alcuno, attraverso il portale internet della banca”.

Dopodichè, spiegano ancora: “Il 28 dicembre 2020 il nostro cliente ha controllato l’esito dell’operazione ed ha constatato che sul conto corrente della banca ordinante era stata si addebitata la somma di 100 mila euro, ma non vi era l’accredito corrispondente nel conto corrente acceso presso l’altro istituto di credito. Il nostro cliente ha provveduto a visionare i dettagli della suddetta operazione di addebito ed ha riscontrato che il beneficiario dell’operazione era completamente diverso da quello indicato. La causale dell’operazione richiesta era stata trasformata da ‘Giroconto’ in ‘acconto fattura proforma 6′”.

Di seguito quindi, è stata sporta regolare denuncia, presso autorità giudiziaria per i fatti accaduti e si è provveduti all’immediato disconoscimento dell’operazione. A quel punto, la seconda banca, non ha avuto problemi a riaccreditare l’importo di 100 mila euro, ma il 15 gennaio 2021 la banca si appropriava di detta somma prelevandole dal conto corrente della società in questione che era addirittura privo, in quel momento dei fondi necessari a tale operazione.

Terminano la spiegazione i due avvocati: “Veniva cosi operato arbitrariamente uno scoperto di conto corrente che, oltre alle note conseguenze economiche e contabili, potrebbe addirittura portare ad una segnalazione bancaria in grado addirittura di paralizzare l’intera attività di una delle poche attività commerciali della zona in grado di produrre ricchezza e garantire posti di lavoro. Nessun effetto ha sortito l’incontro avuto che la direzione della banca ordinante  perché venisse riaccreditata la somma indebitamente sottratta. Da tutto ciò è chiaro che  l’operazione non è stata mai ed in alcun modo autorizzata dal nostro cliente”.