Occhio alle false mail: da Poste Italiane non arrivano richieste di questo tipo, quindi meglio diffidare. E possibilmente segnalare.

Phishing Poste
Foto di mohamed Hassan da Pixabay

Una mail contraffatta, molto simile all’originale, tanto da indurre più di qualcuno a cadere nel tranello. Che, naturalmente, assume i contorni della truffa. Più precisamente del phishing, ossia quei tentativi di raggiro che consistono nel convincere qualcuno di star eseguendo un’operazione necessaria piuttosto che cadendo in una trappola. Ecco, in questo senso Poste Italiane non fa eccezione. Anche questo ente, infatti, viene utilizzato indebitamente per convincere i truffati che determinati passaggi siano indispensabili per continuare a usufruire dei servizi. Una “moda” che era parecchio in voga qualche anno fa e che, a quanto pare, con l’inizio del 2021 è tornata a far parlare di sé.

Una serie di e-mail, simili o comunque apparentemente consecutive l’una con l’altra, che compaiono nella propria casella mail spiegando che, per questo o quest’altro motivo, non si può più utilizzare la propria PostePay. Per porre rimedio a questo intoppo, bisognerà seguire la procedura e accettare le “modifiche” contrattuali.

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Strana e-mail da Poste? I consigli per riconoscere la contraffazione

Beh, occhio ad accettare queste sedicenti modifiche. Uno perché Poste Italiane non manda mail ma comunicazioni ad hoc, per iscritto oppure nell’area privata dei correntisti. Due perché, a guardarla bene, si noteranno alcuni aspetti decisamente fuori luogo e poco attinenti a una comunicazione ufficiale.

Innanzitutto, la dicitura “Gentile Cliente” col quale la mail comincia, non corrisponde all’uso di Poste, che interagisce col proprio correntista chiamandolo con nome e cognome. Poi la grafica che, seppure molto fedele all’originale, presenta alcuni aspetti insoliti. E anche la scrittura, una volta superato lo spavento iniziale per la comunicazione inattesa, dovrebbe far pensare a un possibile inganno.

Errori di ortografia, forme di cortesia saltate e altri piccoli ma decisivi aspetti. Più in generale, meglio diffidare di una mail che invita a cliccare su un link per eseguire chissà quale operazione. Perché Poste Italiane non chiede mai cose del genere ma anche perché non sarebbe saggio farlo già di per sé.