I nostalgici dovranno mettersi l’anima in pace: la vecchia carta d’identità andrà via via a essere sostituito. Anche perché i vantaggi sono diversi.

Carta d'identità digitale
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Fino a poco più di un decennio fa, avere la carta d’identità in tasca sarebbe stato il massimo per un adolescente. Il primo documento, il primo attestato, se vogliamo, di un imminente passaggio all’età adulta. Ecco, quell’agognato pezzo di carta che reca i nostri dati personali conferendoci di fatto un’identità (appunto) certificata in chi non ci conosce, oggi è superata. Come tante altre cose, anche la carta d’identità si è “digitalizzata”, mantenendo le stesse funzioni dell’originale ma ampliandone notevolmente le possibilità.

L’Agenzia delle Entrate ha disposto l’attivazione del nuovo servizio, che consentirà numerose operazioni, grazie a quella che è di fatto una vera e propria carta d’identità. In questo modo, molte funzionalità saranno utilizzabili senza avere le credenziali Fisconline o Spid.

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Carta d’identità, si passa al digitale: cosa si può fare

Comodo, anche se per le persone più grandi sarà difficile prendere coscienza che il vecchio documento possa essere superato. Anche se, a ben vedere, non cambia poi molto. Anzi, le possibilità della CIE (questo l’acronimo, con aggiunta di una E) sono molto più variegate e, man mano, c’è da scommettere che andrà a sostituire la carta d’identità vecchio stile. Con la CIE, infatti, basterà un Pin di 8 cifre per accedere ai vari servizi digitali della Pubblica amministrazione.

Un paio di vantaggi sono decisamente sostanziali: innanzitutto garantire una maggiore sicurezza per i servizi online, il cui utilizzo è decisamente lievitato durante la pandemia. Costringendo, anzi, spingendo enti come l’Agenzia delle Entrate ad adeguarsi in fretta alle nuove esigenze. Altro buon viatico all’utilizzo della carta d’identità digitale, la possibilità di risparmiarsi numerose code agli sportelli. La CIE, infatti, consente di svolgere online tante operazioni per le quali è stato finora necessario recarsi presso gli uffici competenti.

In che modo? Basta l’autenticazione, l’acquisizione del Pin e un po’ di dimestichezza con portali web e reindirizzamenti vari. Ma per quelli, si sa, basta la pratica.