Nicola Porro nel blog a suo nome, riporta un sospetto inquietante: Bankitalia consiglierebbe una maggiore tassazione sulle case

Un maggiore prelievo sul possesso di immobili per finanziare un minor carico sui fattori produttivi potrebbe rappresentare un’opzione di riforma favorevole alla crescita”.

Margini di riforma nell’ambito della tassazione della ricchezza immobiliare possono essere individuati nell’ampliamento della base imponibile dei prelievi esistenti, realizzabile sia attraverso la revisione dei valori catastali, sia con l’inclusione delle abitazioni principali”.

Queste frasi sono riportate dal giornalista Nicola Porro nel suo blog. Secondo il giornalista queste dichiarazioni sarebbero contenute in un documento consegnato in Parlamento dalla Banca d’Italia in occasione di un’audizione sulla riforma dell’Irpef “e altri aspetti del sistema tributario”.

Secondo la Banca Centrale, dunque, la soluzione a ogni problema è aumentare la già spropositata tassazione patrimoniale su case, negozi, uffici.

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Maggiore tassazione sulle case: è questa l’idea della Banca Centrale?

L’aumento dell’Imu ha già portato a un calo del valore degli immobili, e quindi delle garanzie reali delle banche.

L’ipertassazione ha portato anche ad una maggiore contrazione dei consumi alla crisi dell’edilizia e di tutte le attività economiche collegate con l’immobiliare.

Secondo la Banca d’Italia si tratterebbe di una forma di prelievo ‘poco distorsiva’.

Con una tassazione patrimoniale passata dai 9 miliardi annui dell’Ici ai 22 miliardi dell’Imu, è ancora pensabile invocare un aumento della tassazione?

Secondo Porro gli immobili stanno già perdendo valore naturalmente: la pandemia ha reso improduttive tutte le case finora affittate a turisti e studenti; anche l’affitto di lungo termine è in crisi, i locali commerciali sfitti si moltiplicano ogni giorno.

Il giornalista conclude domandandosi: con tutta questa distruzione come mai la Banca centrale italiana propone di aumentare ancora la tassazione patrimoniale sugli immobili?