La pensione di reversibilità è un sussidio che garantisce il mantenimento del tenore di vita alla famiglia, a seguito alla morte di un congiunto, pensionato. Ma quanto tempo ci vuole per ottenerla?

pensione reversibilità
Fonte Pixabay

Esistono due tipi di pensioni di reversibilità: quella diretta e quella indirette.

Si ha diritto alla pensione di reversibilità indiretta in caso di morte di una persona che ha maturato i requisiti per ottenere la quiescenza senza averla richiesta.

Rispetto alla pensione di reversibilità diretta è previsto un iter piuttosto veloce per ottenerla.

Scopriamo insieme qual’è la documentazione necessaria e il tempo per ottenerla.

LEGGI ANCHE >>> Cashback di Natale, tanto rumore per nulla: i fondi non bastano

LEGGI ANCHE >>> Partita Iva: non trasmettere questi dati vi costerà 12.000 euro

Pensione di reversibilità: documenti e tempistiche

Tipicamente hanno diritto alla prestazione di reversibilità il coniuge e i figli, in determinati casi, la normativa prevede che a questo diritto possano beneficiarne anche nipoti, genitori e fratelli del defunto.

Una volta stabilito il diritto alla prestazione, gli interessati dovranno presentare all’INPS alcuni documenti: primo fra tutti l’autocertificazione relativa alla morte del pensionato ed al suo stato di famiglia al momento del decesso. Dovranno essere indicati, altrsì, i redditi percepiti, le eventuali detrazioni di cui si beneficia ed informazioni sul proprio status di studente o invalido.

Per quanto riguarda le tempistiche: la decorrenza della pensione di invalidità parta il mese successivo al decesso del titolare.

L’erogazione, qualora gli eredi non presentassero immediatamente la domanda di reversibilità, potrebbe slittare di uno o più mesi.

Le tempistiche dipendono sempre  dalla velocità di prensentazione della domanda a carico degli eredi e dalla complessità della situazione.

In caso di ritardi burocratici, il primo pagamento prevederà anche gli eventuali arretrati accumulati nel frattempo.