In arrivo 222 milioni di euro rimborsi per 3,2 milioni di persone. Questo il bilancio del Cashback di Natale, che però non ha soddisfatto tutti 

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Il Cashback di Natale è stata senz’ombra di dubbio la novità più rilevante della fine del  2020. In tanti hanno aderito all’iniziativa ingolositi dalla possibilità di ottenere il rimborso del 10% sugli acquisti effettuati con carta o bancomat. 

In totale secondo i numeri diffusi da Palazzo Chigi hanno partecipato alla prima parte dell’iniziativa (dall’8 al 31 dicembre) circa 5,8 milioni di cittadini con 9,8 milioni di strumenti di pagamento elettronici registrati. Di questi ben 7,6 milioni attraverso l’applicazione IO.

Per quanto concerne le transazioni effettuate, si attestano sui 63 milioni con un importo medio dei pagamenti di circa 46 euro. Quasi la metà però (circa il 48%) è stata per spese inferiori ai 25 euro.

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Cashback di Natale, i numeri della prima fase sperimentale

Entro il 1 marzo 2021 sui conti correnti arriveranno i rimborsi, ma solo per chi ha raggiunto o superato 10 operazioni. In totale si sono attestati su questa soglia 3,2 milioni di iscritti che riceveranno una cifra complessiva di 222 milioni di euro circa.

Solo il 3,1% (circa 1000 persone) godranno però del cashback totale di 150 euro. La metà degli aventi diritto invece percepirà un rimborso tra i 50 e i 99 euro, il 32,8 % addirittura meno di 50 euro e il 14,5% otterrà tra i 100 e i 149 euro. 

In virtù di una partecipazione al di sopra di ogni migliore auspicio, purtroppo almeno questa prima fase non ha soddisfatto le attese. La cifra stanziata per i “risarcimenti” non basta per tutti coloro che hanno aderito. Trattandosi di una fase sperimentale e durata praticamente 20 giorni, qualche imperfezione era lecita aspettarsela.

Adesso per il secondo “giro” iniziato il 1 gennaio 2021 e che terminerà il 30 giugno 2021 i dati sono in ulteriore crescita (6,2 milioni di iscritti per 10,6 milioni di strumenti registrati). Stavolta saranno necessarie 50 transazioni per poter ambire alla cifra massima di 150 euro. Il Governo però dovrà farsi trovare pronto per garantire a tutti ciò che gli spetta.