Il pessimo momento per l’economia mondiale mette a repentaglio la salute economica degli italiani e non solo

In che modo l'economia mondiale sta mettendo a rischio i risparmi degli italiani
Risparmi (Fonte foto: Pixabay)

Il 2021 è iniziato da pochi giorni, ma la salute dell’economia del pianeta non si è risanata di colpo, come per magia. La pandemia continua a portare con sé i suoi effetti, si spera per molto poco ancora.

A perderci, come al solito, sono i privati e famiglie ed imprese sono con l’acqua alla gola. A lanciare l’allarme, un’equipe di esperti detta il “Gruppo dei trenta”, con a capo, l’italiano Mario Draghi.

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In che modo il momento sta inficiando sulle tasche degli italiani

Il collasso preoccupa, soprattutto studiando due fenomeni: indebitamento di famiglie ed imprese che rendono sempre meno possibile un rientro dei prestiti, e la sempre più evidente spaccatura tra andamento dei mercati finanziari ed economia reale. Il debito privato ormai ha raggiunto il 300% del PIL mondiale, quasi un punto di non ritorno. Invece, il secondo problema è dato dalla distanza delle piccole imprese, che chiudono o sopravvivono a stento ed i record delle borse. Sono pochi colossi a livello mondiale, a rendere sempre più produttivi i loro investimenti, nello stesso momento in cui le imprese crollano.

Come specificato, in tanti Paesi i privati e le piccole imprese stanno risentendo del momento, tra cui, proprio il nostro. Il “Gruppo dei trenta”, di cui sopra, ha semplicemente scritto dieci punti in cui è riassunta la proposta per uscire da questo momento senza ulteriori danni. In breve, se la cosa non si risolvesse a breve, i governi dovrebbero cessare la richiesta di soldi freschi, proprio ai cittadini, come le patrimoniali. Tra l’altro, un aumento delle insolvenze acuirebbe il fenomeno noto come credit crunch.

Di cosa parliamo? Di quel fenomeno dove le banche vedrebbero impoverirsi i propri conti economici e smetterebbero di erogare credito ai cittadini che a loro volta vedrebbero senza poter reagire, commettere dei prelevamenti coattivi da parte degli Stati, a loro volta indebitati. L’Italia è uno dei Paesi indiziati, nel subire tra i primi questo trattamento, qualora si arrivasse a tale punto.