Sei mai incappato in un assegno falso? Non è così raro in effetti, ma con questi accorgimenti potrai evitare che ricapiti ancora.

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L’assegno è un metodo di pagamento piuttosto antico, pare che anche gli antichi romani ne usassero un antenato chiamato praescriptio. Di sicuro veniva usato fin dall’antichità anche nei mercanti musulmani che per sicurezza e praticità preferivano portarsi dietro una lettera (sakk da cui deriva la parola cheque oggi in uso in Europa) invece delle pesanti monete metalliche.

L’assegno bancario è un titolo di credito attraverso il quale un soggetto, traente, ordina alla banca, trattario, di pagare al portatore legittimo del titolo, beneficiario, una somma di denaro esattamente determinata nel titolo stesso.

Da quando si sta tentando di limitare l’uso del contante a somme inferiori a 1000 euro, l’assegno è diventato uno strumento indispensabile. L’assegno circolare inoltre non prevede particolari verifiche e solitamente il ricevente lo riceve in tempi brevi. Proprio per questo motivo e, piuttosto prevedibilmente, c’è il rischio concreto di incappare in assegni falsi.

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Assegni falsi? Come riconoscerli ed evitare problemi

In primis bisogna fare attenzione all’aspetto estetico dell’assegno “sospetto”, come la presenza obbligatoria dei bordi “patinati”, così come è fondamentale controllare che la numerazione presente nell’angolo in alto a destra sia coincidente con quella in fondo all’assegno (la riga MICR, Riconoscimento di caratteri tramite inchiostro magnetico).

Particolarmente utile può essere una luce a led, che viene utilizzata per controllare il grado di trasparenza degli assegni, visto che solitamente quelli contraffatti sono realizzati su una carta dallo spessore non coerente, o troppo sottile o troppo spessa.

In ultimo, qualsiasi dubbio può essere fugato con una telefonata alla banca che lo ha emesso. Anche se magari solo la minaccia di una telefonata alla banca farà scappare a gambe levate chi voleva rifilarvi un assegno falso.