Secondo La Stampa, la versione completa della piattaforma potrebbe presto essere dietro pagamento. Uno spauracchio non da poco per le scuole.

G-Suite scuola

Una storia complicata quella della didattica a distanza. Fin dagli esordi, proseguendo con la fase di adattamento, per finire a quella di ritorno alle lezioni in presenza, il sistema di insegnamento via web ha incontrato fisiologiche difficoltà. Ora, con la situazione ancora incerta ma, comunque andrà, con la necessità di risolvere alcune problematiche tecniche per far fronte a ogni evenienza, il quadro sembra complicarsi ancora di più. Il problema non è tanto la didattica a distanza in sé, quanto la piattaforma prediletta, G-Suite.

Secondo quanto filtrato in queste ore, infatti, sembra che la versione completa della piattaforma verrà presto messa a pagamento. Il che potrebbe complicare non poco le cose, anche perché tutte le funzionalità principali potrebbero di conseguenza subire questo passaggio.

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Didattica a distanza, lo spettro di G-Suite a pagamento terrorizza le scuole: “Serve un’interlocuzione”

La questione era stata affrontata da La Stampa, allertando non poco gli istituti scolastici. Anche perché, al di là degli aspetti generali, non è ancora ben chiaro se la mossa di Google per G-Suite avverrà davvero né in quali termini. Il preside di una scuola superiore di Genova, il professor Capizzi, interpellato da La Stampa aveva fatto sapere che il sistema di didattica a distanza “per il 2020 aveva la versione più completa della piattaforma, quella che permette di fare le lezioni ma anche le riunioni. Ora, invece, non è più così. Rimarrà gratis la versione Education che permette un numero più limitato di collegamenti”.

Da qui l’allarme, rosso fuoco: “Se dovranno essere gli istituti a sobbarcarsi queste spese, andranno in grave difficoltà. Serve un’interlocuzione tra le società informatiche e il Ministero”. Forse, però, anche qualora la novità andasse davvero in porto, potrebbe non essere così. Il Ministero dell’Istruzione, infatti, aveva elargito fondi ad hoc proprio per l’uso delle piattaforme. E resta in piedi l’ipotesi di una piattaforma unica e integrata. Il 2021 dovrà dare risposte anche in questo senso.