Quanto percepito nel 2019 finisce nella dichiarazione del 2021. Ma la misura, esente dall’Irpef, pur calcolata non dovrebbe influire sul percepimento.

Reddito Isee
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Poche novità in arrivo per il Reddito di cittadinanza 2021. Anche se, a ben vedere, una modifica non troppo sostanziale c’è e riguarderà coloro che, per la prima volta, indicheranno nell’Isee la misura di sostegno al reddito percepita nel 2019. Non una vera e propria modifica di iter, quanto più di prassi. E, per chi lo ha già percepito nel corso dell’anno 2019, sorge anche un altro quesito, questo sì di maggiore rilevanza: aver percepito il Reddito nel 2019 consentirà di percepirlo anche nel 2021?

Il punto è sostanzialmente uno: le soglie di reddito. Qualora infatti la quota dovesse superare quella prevista per far sì che la misura di sostegno venga erogata, il Reddito di cittadinanza decadrebbe automaticamente a partire da febbraio 2021.

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Il Reddito di Cittadinanza finisce nell’Isee: ecco cosa succede

In sostanza, ci si chiede se inserire l’importo percepito dovesse elevare il totale e, in caso, portarlo al di sopra del tetto minimo consentito. Quindi se l’aver percepito il Reddito possa portare alla sua decadenza. Un concetto meno cervellotico di quanto si pensi. E che cade, peraltro, nei giorni in cui sono in corsi i rinnovi della Dsu proprio ai fini Isee, così da continuare a percepire il sostegno. Nel modello andrà dichiarata la cifra anche se la rata percepita dovesse essere una sola.

Va ricordato che la misura è esente dal pagamento dell’Irpef. Quindi teoricamente non fa reddito ma se ne tiene conto ai fini della valutazione dell’autonomia economica delle famiglie che lo percepiscono. In questo senso, a intervenire è la normativa stessa, nella quale si specifica che anche i redditi fuori dal conteggio Irpef vanno valutati ai fini della dichiarazione dei redditi. Il compromesso potrebbe essere alzare l’indicatore rispetto al 2020. Il che andrebbe a mettere sostanzialmente al sicuro la norma.