L’Agenzia delle Entrate bussa alla sua azienda: lui aveva una corda al collo

Un’altra vittima della crisi dovuta al Covid. Un imprenditore che ha preferito farla finita che affrontare i debiti accumulati.

raffaele estinto suicida
raffaele estinto suicida

 

A trovarlo morto, uno dei suoi figli: Raffaele aveva una corda stretta al collo, un’altra vittima incolpevole del Covid e delle restrizioni. Da giorni raccontava a parenti e amici la sua preoccupazione: aveva già combattuto contro la crisi e pur di pagare gli stipendi ai suoi dipendenti, aveva venduto alcune sue proprietà. Ma non ce l’ha più fatta: nessuno lo ha aiutato a rialzarso, tanto meno il governo. E l’ha fatta finita.

Raffaele Estinto aveva 59 anni, era un imprenditore di Aversa, nella provincia di Caserta, si è tolto la vita là dove aveva sempre vissuto e lottato: nella sua azienda, la Soloxbò. Nel 2020 la pandemia ha quasi azzerato gli ordini e le vendite delle scarpe che da tre generazioni la sua famiglia produce con amore. Troppo poche le vendite anche nel suo negozio in via Bachelet. Qualche giorno fa aveva ricevuto alcune cartelle esattoriali: tasse da pagare, perché questo succede in Italia: si pagano le tasse anche se il lavoro è stato fermato con le decisioni di altri.

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L’Agenzia delle Entrate bussa alla sua azienda ma lui si era già ucciso: il cordoglio di una comunità

Aversa è rinomata per le sue fabbriche di scarpe. Il nonno di Raffaele Estinto fabbricava solo a mano nei piccoli bassi del centro storico. Negli anni 70 le botteghe artigianali si erano trasferite nella zona industriale di Aversa Nord. E così è stato anche per la famiglia Estinto.

Immesno dolore per la sua famiglia, ma a piangere Raffaele, ci sono anche altri imprenditori della zona. “Provo – ha dichiarato Raffaella Pignetti, aversana, presidente del Consorzio Area di Sviluppo Industriale di Caserta al Mattino – dispiacere enorme per il gesto estremo messo in atto dall’imprenditore. Mi addolora la maniera in cui è avvenuta”. “La situazione pandemica – ha continuato – sta causando una crisi pesante come quella del 2010, il ripetersi di una crisi che sta mettendo pressione sugli imprenditori. La vicinanza del governo nazionale e di quello regionale deve essere molto più forte. Molte famiglie vivono grazie a questi imprenditori e questi spesso si sentono dei padri dei loro dipendenti. Si aggiunge, poi, la solitudine sociale. È un segnale bruttissimo che fotografa la crisi economica”. E purtroppo, non è ancora finita.