Non se lo aspettava nessuno, ma la tanto decantata modalità per le pensioni detta Quota 100 è stato per adesso un vero flop

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Inps (Fonte foto: web)

Quota 100 è la misura introdotta nel 2019 e per ora ancora in via sperimentale. C’è una cattiva notizia per chi apprezza questa forma previdenziale: non sembra avere gran futuro.

Richiesto nel 2018 dal Movimento 5 Stelle e Lega, aveva il compito di rivoluzionare il sistema delle pensioni, con un milione di persone da pensionare in soli tre anni ed energie spese per 21 miliardi, che uniti ai fondi del Reddito di Cittadinanza, misero anche in difficoltà lo Stato.

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Quota 100: Salvini non ne prevedeva il fallimento

Matteo Salvini, leader della Lega, si disse sin dal primo momento più che favorevole alla mossa Quota 100, ma il fattore che prevedeva pensioni a 62 anni con 38 anni di contributi, non ha convinto gli italiani che non si sono per nulla fiondati sulla nuova formula. Stando al rapporto 2020 del coordinamento della finanza pubblica stilato dalla Corte dei Conti, il giorno 22 gennaio 2020, le adesioni alla Quota 100 contate nel 2019, erano soltanto 228.826.

Per la precisione, le iscrizioni arrivarono, per un 40% dal settore privato, 28% dai lavoratori autonomi ed il 33% da lavoratori pubblici. Al 22 gennaio 2020 invece le domande aggiunte risultano meno di 160mila, ma con 43mila circa ancora da definire, potrebbero non essere tutte respinte. Non sono ottimistiche nemmeno le previsioni per il futuro della Cigl. Per loro, il totale delle adesioni del prossimo triennio, non supererà quota 377.000.

Il Governo però non si arrende e pensa già ad un rimedio. Una sorta di Quota 102, ne sentiremo parlare. In pensione a 64 anni con 38 di contributi. Quota 100 tra l’altro, lascerà tantissimi fondi non adoperati, dei 21 miliardi previsti per la manovra. Questi, entreranno di diritto nelle risorse per la prossima riforma.