Cosa è cambiato a causa della pandemia Covid-19, per quanto riguarda le buste paga? Non c’è solo chi ci perde

Covid e buste paga: chi ci guadagna e chi invece, no
Fonte foto: (Web)

Non ha bisogno di presentazioni, il Covid-19, pandemia che ha piegato l’Italia anche dal punto di vista economico. Basti pensare che il tasso di occupazione, è sceso dell’1,5% nell’ultimo anno e che il 2021 potrebbe addirittura andar peggio.

A passare il momento peggiore, secondo le previsioni, sono come al solito le classi sociali più deboli, che spesso non hanno elementi in famiglia, che possono contare sul posto e quindi sul reddito, fisso.

Leggi anche>>> Dati Istat sugli hotel: tra gennaio e settembre presenze dimezzate

Leggi anche>>> Monopattini elettrici: è boom di incidenti! I dati dell’ASAPS

Coronavirus: chi ci guadagna e chi perde

Lockdown e continui cali per moltissimi campi nelle diverse fasi, per quanto riguarda l’economia, eppure, c’è chi con il Covid ci ha persino guadagnato. Alcune aziende infatti, hanno ricevuto un aumento del proprio fatturato, proprio in questo momento catastrofico per i più. Anche i lavoratori, in alcuni casi ci hanno guadagnato, pensare a corrieri postali, dipendenti dell’industria farmaceutica, della grande distribuzione organizzata, del settore alimentare e dei servizi essenziali. Per loro, l’aumento in busta paga ha sfiorato in molti casi, persino quota 1000 euro.

Ma in tanti, ci hanno perso ed attendono la fine di questo incubo, per potersi rialzare. Tutte queste restrizioni hanno portato a molte perdite, in quei settori dove si ha un contatto diretto col pubblico. Anche qui sono state toccate le buste paga dei dipendenti, ma stavolta in negativo. Cali, per commercio al dettaglio, moda, industria tessile, pubblici servizi e settore alberghiero.

Inoltre, un brutto dato è stato presentato dal problema gender gap: la differenza di salario ovvero, tra i lavoratori uomini e le donne. Nel 2020 infatti, non solo questa differenza non è stata livellata, bensì è cambiata ancora una volta in favore degli uomini, con l’aumento salariale rispetto alle donne.

Naturalmente, non basterà attendere il 1 gennaio 2020 per risvegliarsi in un mondo dove tutto è solo un lontano incubo. Si avrà una ripresa certo, ma i danni economici dell’ultimo anno, avranno ripercussioni nei prossimi. Il futuro non è altro che un enorme punto interrogativo per migliaia di dipendenti, ma anche per gli stessi liberi professionisti. In questo, avrà un grande compito il Governo, che dovrà essere capace di dividere in equa parte gli indennizzi, senza poter correre il rischio di arricchire alcune classi, e seppellirne definitivamente altre.