Il primo camion con 9.750 dosi di vaccino ha varcato il Brennero in mattinata, diretto allo Spallanzani. Tutto pronto per il V-Day.

Vaccino
Foto di Frauke Riether da Pixabay

In serata giungeranno a Roma. I camion con le prime dosi di vaccino Pfizer-BioNTech sono arrivati in Italia, pronti a inaugurare il cosiddetto V-Day. Attesa per il 27 dicembre, giorno zero scelto in via simbolica dall’Europa per dare il là alla campagna di vaccinazione contro il coronavirus. Quello che, si spera, dovrebbe fornire un argine alla pandemia e permettere a tutti di guardare al nuovo anno con maggiore fiducia.

Il furgone con le prime 9.750 dosi di vaccino anti-Covid ha varcato in mattinata la frontiera del Brennero, dopo essere partito dal Belgio. Il mezzo, scortato dai carabinieri, è atteso all’ospedale Spallanzani di Roma, nucleo della lotta al Covid e prima struttura d’Italia ad accogliere pazienti positivi (i coniugi cinesi, primi segnalati nel nostro Paese, quasi un anno fa).

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Obiettivo primario, dichiarato dal premier Giuseppe Conte, “arrivare a 10 o 15 milioni di cittadini sottoposti a vaccinazione per avere un impatto significativo. Dovremmo arrivarci ad aprile”. Innanzitutto questo, per il resto si vedrà. Di sicuro, il governo spera nella collaborazione della cittadinanza: “Un rifiuto di massa è un’ipotesi residuale, se sorge il problema vedremo…”. Il piano resta quello annunciato fin qui: via con medici, infermieri e persone più fragili ed esposti (anziani, operatori e ospiti delle case di riposo).

La prima persona a ricevere la vaccinazione anti-Covid in Italia sarà proprio allo Spallanzani. Un’infermiera per la precisione. Poi, da domenica, via alle vaccinazioni rispettando l’ordine previsto. Delle prime 9.750 dosi, alcune saranno trasportate direttamente all’aeroporto militare di Pratica di Mare, dove verranno recapitate nei presidi sanitari più lontani da alcuni jet dell’Aeronautica.

Ma l’Esercito contribuirà anche via terra, disponendo una flotta di 60 autoveicoli e 250 uomini, per quella che il ministro della Difesa Lorenzo Guerini ha definito “una risposta corale da parte della Difesa“. Secondo il ministro, la cosiddetta operazione Eos mette in evidenza come le Forze Armate “si siano dimostrate da subito pronte e continuino a fare il loro lavoro con le modalità con cui sono abituate a operare: concretezza, poche parole, ma tanto lavoro“.