Il sindacato Nursing Up critica le assunzioni di infermieri con contratti di 9 mesi previsti nell’ambito del piano vaccini:”si favorisce ennesimo percorso di precariato”.

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Una sberla” per la categoria degli infermieri. Così il sindacato Nursing Up definisce la volontà del Governo di assumere con contratti di 9 mesi circa 12mila infermieri per mettere in atto il piano di vaccinazione nazionale anti Covid.

Niente altro che una pezza raffazzonata. L’ennesima sberla ad una categoria quale quella degli infermieri, che continua ad infettarsi, giorno dopo giorno, nell’inferno degli ospedali. Alla fine questo Governo, assegnando l’incarico di miseri contratti di 9 mesi alle famose agenzie esterne che dovranno aggiudicarsi l’ormai celebre bando voluto dal Commissario Arcuri, si svincolerà ancora una volta da qualsiasi responsabilità diretta, favorendo l’ennesimo percorso di precariato” spiega Antonio De Palma, Presidente Nazionale del Nursing Up.

De Palma spiega che il sindacato si affianca a quanto denunciato dai giorni scorsi dalla dirigente sanitaria veneta “Patrizia Simionato, ovvero che su oltre 4mila domande pervenute, in relazione alle offerte di contratti co.co.co e con partita iva della Regione, ci sarebbero stati oltre 4mila rifiuti. In pratica gli infermieri fanno sì pervenire le domande, soprattutto i colleghi gia’ precari, ma all’ultimo momento, come in questo caso, di fronte alla prospettiva di lavorare nelle aree covid e continuare a rischiare la vita come precari, preferiscono addirittura in certi casi la disoccupazione. Non vorremmo che ciò accadesse anche con il tanto decantato piano vaccini di Arcuri”.

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Vaccini, assunzioni infermieri per 9 mesi protesta del sindacato Nursing Up

Per il sindacato Nursing Up “si mettono gli infermieri che avranno presentato domanda “nelle mani di agenzie esterne, spendono fiumi di denaro per sostenere aziende a cui affideranno l’onere dei contratti. Poi, come scarpe vecchie che non servono più, gli infermieri dopo 9 mesi torneranno a casa. Non lasciamo soli gli infermieri italiani in questo momento ancora piu’ delicato, in cui mentre si abbassa la curva dei contagi, continuano ad aumentare, paradossalmente, gli operatori che si ammalano nelle corsie”.