Il magnate rivela di aver proposto l’affare nel 2017 ma non sarebbe stato nemmeno ricevuto. Ora la società ha decuplicato il capitale.

Elon Musk, prima di andare su Marte va...in Texas: perché
Elon Musk (Fonte foto: web)

Talmente visionario che ora va nello spazio Elon Musk. Ma i progetti del magnate di origine sudafricana possono definirsi anche più terra terra, seppure in proporzione a quelli che sono i movimenti di un multimilionario. L’ultima rivelazione dell’uomo di Space X e Crew Dragon è riferita alla sua Tesla. Azienda che, qualche anno fa, propose a Tim Cook, ad di Apple, nell’ambito dello sviluppo del marchio nel settore automobilistico. All’epoca, le condizioni di Tesla non erano delle migliori e Musk tentò di cedere le quote incassando un “no”.

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Elon Musk cercò di vendere Tesla ad Apple: costava solo 60 miliardi

Chissà come andrebbero oggi le cose. Anche perché il Ceo dell’azienda ha rivelato che, quando tentò di intavolare la trattativa, il valore di Tesla era una decimo di quello attuale. Appena 60 miliardi, contro i 600 di valutazione attuale. Un affare che Apple a quanto pare non fiutò.

Sembra che l’ad di Apple ed erede di Steve Jobs, Tim Cook, non intavolò nemmeno la trattativa. Rifiutandosi addirittura di parlare con Musk, che pure era disposto a cedere la sua creatura per quello che, ora, sarebbe un solo decimo del valore. Sessanta miliardi. Allora non se ne fece niente, ma chissà cosa ne penserebbero ora Cook e tutto lo stato maggiore di Apple, considerando che la società di Musk ha decuplicato il suo capitale.

L’anno era il 2017, quando le condizioni di Tesla non erano certo quelle attuali. Ora la società di Elon Musk è pronta a lanciare una nuova vettura green sul mercato automobilistico ma, fino a qualche anno fa, il suo futuro era tutt’altro che certo. E quella di Apple Car rappresentava l’occasione giusta per continuare il discorso inglobandosi in un partner decisamente più rodato e con una concezione green sempre più in fase di sviluppo.

Oggi probabilmente si mangeranno le mani ma chissà, forse all’epoca i presupposti non erano giusti. Di certo c’è lo stato attuale di Tesla, ormai stabilmente nei top brand a livello planetario.