Nella sola Capitale, secondo la Caritas, si registra un aumento del 600% nella consegna di beni alimentari di prima necessità e le mense ospitano sempre più persone in stato di povertà.

povertà mense
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Si chiama “La povertà a Roma: un punto di vista” il rapporto 2020 della Caritas di Roma sulla povertà presente nella Capitale. Un quadro della situazione i cui dati sono gioco forza dettati dall’espandersi dei focolai di crisi dovuti alla crisi Covid. Aumentano le consegne di derrate alimentari, le mense quotidianamente vedono incrementare le proprie popolazioni.

Solo per rendere l’idea di come la povertà abbia fatto visita a nuovi, e forse insospettati, cittadini che qualche mese fa vivevano dignitosamente è necessario leggere questi semplici numeri: a maggio 2019 si erano registrati 23.387 quintali di beni di prima necessità consegnati a fronte degli 80.342 nell’anno 2020: in sostanza un incremento del 345%. Ed a giugno l’incremento è stato addirittura del 600% rispetto al 2019.

Inoltre, le mense organizzate e gestite dalla Caritas di Roma nei mesi di aprile, maggio e giugno hanno conosciuto aumenti del 50% rispetto al 2019. Complessivamente le persone che in questa fase hanno ricevuto aiuto dai centri di ascolto parrocchiali sono state 21.160 su 48.083 iscritte nei database delle parrocchie.

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Mense e centri parrocchiali, chi sono i nuovi poveri accolti dalla Caritas Roma

Nel documento di sintesi del rapporto 2020 della Caritas di Roma, si legge che nel 48,7% dei casi le nuove persone ,7.476 in totale, che si sono rivolte ai centri parrocchiali sono italiani, seguiti da filippini (16,3%), peruviani (4,9%), romeni (4,7%) e altre 97 nazionalità.

Nel 64,4% dei casi, il rappresentante della famiglia che ha varcato per la prima volta la soglia del centro di ascolto è una donna. La suddivisione per classi di età ci dice che il 54% dei nuovi iscritti sono al di sotto dei 45 anni (4,1% al di sotto dei 25 anni), mentre gli ultrasessantacinquenni sono il 14,7%.

Sempre tra i nuovi iscritti, quattro su cinque sono stati registrati nei mesi di aprile (33,2%), maggio (32,6%) e giugno (20,2%); mentre negli altri mesi fino a settembre si è avuta una dinamica di nuove presenze simile a quella del 2019.