Secondo i dati della Comunità di Sant’Egidio da marzo a ottobre distribuiti 150.000 pacchi alimentari, che sono due volte e mezzo in più rispetto a quelli distribuiti l’anno precedente.

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Il Covid lascia lungo di sé non solo un lungo elenco di vittime ma anche la crescita esponenziale di soggetti costretti a vivere in situazione di forte indigenza.

La Comunità di Sant’Egidio, nel presentare una nuova guida per senzatetto “DOVE mangiare dormire, lavarsi”, ha spiegato che prima della pandemia erano attivi tre centri di distribuzione alimentare ed ora ne conta 28.

La guida di Sant’Egidio rappresenta una sorta di mappa dei servizi, erogati da associazioni, Enti pubblici, comunità e parrocchie per le persone senza fissa dimora ma anche per coloro che versano in una situazione di forte indigenza.

E’ la periferia, soprattutto delle grandi città, il luogo dove il Covid ha sferrato il colpo finale su una fetta di società già fortemente provata dalla crisi economica. Infatti, da marzo a ottobre sono stati distribuiti 150.000 pacchi alimentari, che sono due volte e mezzo in più rispetto a quelli distribuiti l’anno precedente. La media totale è di 19.000 pacchi al mese.

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Povertà in era Covid: non solo pacchi alimentari ma anche assistenza sanitaria

Sono 434.000 le persone che nell’anno della pandemia non hanno potuto acquistare i medicinali di cui avevano bisogno per ragioni economiche. Poveri, quindi, sia per acquistare cibo che per monitorare il loro stato di salute.

Questi i dati contenuti nell’VIII Rapporto Donare per curare – Povertà Sanitaria e Donazione Farmaci, edito da OPSan – Osservatorio sulla Povertà Sanitaria con il sostegno di IBSA Farmaceutici e Aboca.

Un non non indigente può permettersi una spesa sanitaria pro capite mensile di 65 euro mentre la fascia di alta povertà solo 10,15 euro e la forbice si allarga ancora di più se si considera il fattore legato alla spesa per i farmaci. Il non povero può fare una spesa pro capire di 28,18 euro contro i soli 6,38 euro per chi è in stato di povertà.