Dall’1 gennaio via alla “lotteria degli scontrini”. Con un acquisto si guadagna il diritto a un biglietto virtuale. Poi parola alla fortuna.

Per chi è appassionato, “Voglio fare un milione” è il ritornello di una nota canzone. Implicitamente, un desiderio più o meno esplicito praticamente di tutti. Anzi, la maggior parte delle persone si accontenterebbe anche di meno, purché gli garantisca un benessere economico. Certo che se ci fosse la possibilità di portarsi a casa una somma a sei zeri spendendo praticamente nulla, sarebbe quantomeno lecito provarci.

Occhio a una data: 1 gennaio 2021. Giorno in cui inizierà il nuovo anno, certo, con tutte le speranze che sia migliore di quello che sta finendo. Ma, soprattutto, giorno d’esordio della cosiddetta lotteria degli scontrini. Un’iniziativa pensata per contrastare l’evasione fiscale ma che dovrà essere sottoposta alla prova dei fatti.

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Non una lotteria come le altre, sia chiaro. La lotteria in questione partirà nel modo più semplice possibile, ovvero effettuando un acquisto. Per partecipare, a ogni modo, sarà necessario possedere un codice alfanumerico di 8 caratteri, da esibire al momento di pagare alla cassa. In questo modo, si otterrà il diritto a un biglietto virtuale che corrisponderà a un euro di spesa effettuato, fino al limite massimo di mille euro. Allo scontrino dell’acquisto verrà abbinato un tagliando da parte dell’Agenzia delle dogane.

Finiti i requisiti. Da questo momento, in possesso di tutto questo, si avrà la possibilità di partecipare alla lotteria. Ovvero, alle estrazioni che avverranno a partire dall’anno in entrata. La partecipazione potrà avvenire con ogni scontrino, che darà diritto di partecipare una sola volta a tutte le estrazioni (tre in tutto, settimanale, mensile e annuale). Quindi a un euro di spesa potrebbe corrispondere una vincita potenzialmente milionaria. I premi in palio varranno sia per chi partecipa attraverso spese in contanti che con carta o altri sistemi.

Eccezioni? Pochissime. Innanzitutto, gli acquisti effettuati fuori dai negozi tradizionali (ovvero quelli in cui ci si reca di persona), che saranno esclusi. Inoltre, anche i beni impiegati per attività o professione non saranno validi. Così come i prodotti acquistati e fatturati ai fini di detrazione fiscale. Per il resto, vinca il migliore. Anzi, il più fortunato.