Da un indagine fatta dal Capgemini Research Institute, in tema di smartworking, è emerso che le aziende pensano seriamente di lasciare a casa i dipendenti.

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Fonte PIxabay

Il Capgemini Research Institute ha fatto un’indagine sulla produttività derivante dallo smartworking ed è emerso che le aziende pensano seriamente di lasciare a casa i dipendenti in futuro.

Il motivo? Favorire il lavoro da casa.

Le imprese italiane hanno notato un forte aumento della produttività nel terzo trimestre 2020 e ciò è dovuto dal fatto che i dipendenti hanno sentito di più il carico della responsabilità con l’introduzione della modalità di lavoro agile.

I dipendenti più produttivi sono stati quelli dediti alle funzioni IT e digitali, seguiti dal servizio clienti, vendite e marketing.

Non tutti i lavori possono essere fatti da casa come ad esempio il mondo relativo agli ambiti produzione e manufacturing.

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Smartworking: è davvero il futuro?

Sulla base di quanto è emerso durante lo smart working di questi mesi, le imprese ipotizzano che con il lavoro da casa, il grado di produttività nei prossimi tre anni, aumenterà del 17%.

Per le imprese i benefici non sono solo produttivi ma anche sui costi fissi: negli ultimi quattro mesi, le aziende hanno risparmiato tanti soldi sui costi fissi.

Perciò, la prospettiva dello smartworking va perseguita in futuro.

Lo smartworking porta con sé un ondata di effetti benfici: si ottiene più produttività dal lavoratore e ed un sensibile risparmio sia per l’azienda che per il lavoratore stesso.

Di conseguenza le aziende non hanno paura, una volta superata la bufera coronavirus, di continuare a tenere i dipendenti in smartworking.

Cosa pensano i diretti interessati? La maggior parte si trova a proprio agio a lavorare da casa ma ha una paura: il troppo stress.