Sono molti i correntisti che, da quando è partito il cashback, temono per la propria privacy. Hanno ragione ad avere questo timore?

Cashback privacy
Fonte: Pixabay

Quando ci si registra sull’ app IO, per il cashback, si dà libero accesso a determinati dati personali.

Quando un decreto attuativo impone per l’accesso al servizio una limitazione della propria privacy, deve necessariamente passare sotto la lente d’ingrandimento del Garante della Privacy.

Il Garante della Privacy, in tema di cashback, ha espresso un parere favorevole e facendo tirare un sospiro di sollievo a tutti coloro che vedevano la propria privacy violata.

Il Garante, infatti, ha dichiarato che i i dati raccolti possono essere utilizzati soltanto ai fini dell’erogazione del rimborso.

Nello specifico si è così espresso “limitando il trattamento del dato relativo all’identificativo dell’esercente al solo fine di verificare le transazioni oggetto di reclamo.”

Dello stesso parere sono anche le FAQ relative al piano Italia cashless che tranquillizzano in materia di privacy:“IO è stato concepito e sviluppato secondo i principi e le regole imposte dalla normativa sulla protezione dei dati personali, esso è quindi uno strumento sicuro che protegge le tue informazioni e i tuoi diritti”.

Le FAQ aggiungono che “IO però rappresenta solo uno canale che le Pubbliche Amministrazioni utilizzano per interfacciarsi con i cittadini. Il team di sviluppo di IO dialoga costantemente con il Garante per la protezione dei dati personali per rendere IO uno strumento che migliori l’esperienza del cittadino anche sotto il profilo di accessibilità e trasparenza delle informazioni relative alla sua privacy”.

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Cashback e privacy: a cos’altro servono i nostri dati?

Il comma 9 dell’articolo 12 del decreto attuativo del cashback autorizza il Ministero dell’Economia a effettuare statistiche sull’attuazione del Programma trattando anche i dati personali degli aderenti, relativi alla partecipazione al Programma, al numero e al valore delle transazioni effettuate, ai rimborsi erogati, nel rispetto delle pertinenti regole deontologiche.

Si legge infine, che è ancora all’esame del Garante la valutazione di impatto predisposta da PagoPA relativa ai trattamenti effettuati, in generale, tramite l’app IO, quale punto unico di accesso telematico per i cittadini ai servizi in rete della pubblica amministrazione.

Il Garante quindi continuerà a esaminare le caratteristiche dell’app IO, in particolare:

  • l’utilizzo di notifiche push;
  • l’attivazione automatica di servizi non espressamente richiesti dall’utente;
  • il trasferimento di dati personali verso Paesi terzi.