Nelle pieghe del decreto che istituisce il cashback si anticipa che se lo stanziamento previsto per il periodo sperimentale di dicembre non possa consentire il pagamento integrale del rimborso questo sarebbe proporzionalmente ridotto.

cashbackIl diavolo, è cosa nota, si nasconde nei dettagli. In questo caso si nasconde nelle pieghe del decreto numero 156 del 24 novembre: Regolamento recante condizioni e criteri per l’attribuzione delle misure premiali per l’utilizzo degli strumenti di pagamento elettronici. E’ il provvedimento che istituisce il programma governativo Cashback, quello che prevede il famoso rimborso complessivo del 10% sulle transazioni digitali fino all’ottenimento massimo di 150 euro.

Ebbene, per quanto concerne il programma sperimentale di Natale, valido dall’8 al 31 dicembre, si prevede un rimborso massimo di 150 euro per almeno 10 pagamenti elettronici. L’attribuzione del rimborso previsto per questo programma sperimentale, si legge all’articolo 11 del decreto, avviene nei limiti di una spesa complessiva prevista pari a 227,9 milioni di euro.

E se non dovessero bastare? Non c’è problema perchè “qualora la predetta risorsa finanziaria non consenta il pagamento integrale del rimborso spettante, questo e’ proporzionalmente ridotto” si legge nell’articolo del decreto. Insomma, se i soldi non saranno sufficienti il rimborso effettivamente spettante può essere ridotto.

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Cashback di Natale, il rimborso può ridursi di quasi 2/3

I dati forniti parlano di oltre 4 milioni di soggetti che nei giorni scorsi hanno registrato le proprie carte di credito sulla app IO. E’ quasi palese dire che se tutti dovessero raggiungere il diritto ad acquisire il massimale di rimborso previsto per il programma sperimentale del Cashback di Natale (sebbene, è giusto dirlo, sarebbe necessaria una spesa pro capite di 1500 euro non accessibile a tutti in questo periodo di crisi), ovvero 150 euro, i 227,9 milioni non saranno sufficienti per soddisfare le giuste esigenze di rimborso per tutti.

Il quantitativo di rimborso disponibile sarebbe invece intorno a 57-58 euro quindi con una riduzione di circa 2/3 rispetto al suo valore originario previsto. Insomma, ci si trova difronte alla necessità di verificare se sia il caso o meno di rifinanziare la misura per la fase di transizione di Natale ovviamente avendo il quadro preciso della situazione e con tutti i dati in mano circa il numero di soggetti che stanno raggiungendo il diritto massimo di rimborso.