In arrivo i pagamenti della tredicesima per 18 milioni di lavoratori. Ma l’assegno è più basso per oltre 6 milioni di persone.

Tredicesima

Fosse stato un periodo ordinario, l’arrivo della tredicesima sarebbe stato altrettanto di prassi per molti lavoratori. Diverso il caso se in ballo c’è una pandemia e se, per molte imprese (e altre realtà del mondo del lavoro), il Natale rischia di essere meno proficuo in termini di sostentamento. Ancor meno se si ragiona nell’ottica di quello che, finora, è stato un apporto sostanziale per i lavoratori.

Sono 18 milioni i lavoratori (oltre 6 nella sola Lombardia) dipendenti in attesa (o che già hanno ricevuto) la tredicesima 2020. Resta però il calo di 3 miliardi rispetto al 2019. Il che porta il totale complessivo a 30 miliardi di euro, stando ai dati della Cgia di Mestre. Un ruolo sostanziale è stato giocato dagli ammortizzatori sociali ma, indubbiamente, anche dalla pandemia. Il Covid-19, che entra a gamba tesa nelle tasche degli italiani, non solo in termini di rallentamento economico.

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Tredicesima light, brutta sorpresa sotto l’albero: assegni più bassi in arrivo

La crisi economica dovuta al coronavirus ha prodotto un colpo di martello importante praticamente in tutti i settori. Chi più chi meno, lavoratori pubblici o privati, dipendenti o autonomi, ha avuto o sta avendo a che fare con i risvolti della pandemia. Le scorie del lockdown e la cassa integrazione (in molti casi a zero ore) per oltre 6 milioni e mezzo di lavoratori hanno contribuito a creare una sacca di sofferenza per molte famiglie. Anche in virtù dell’impossibilità per molti lavoratori di arrivare a maturare il rateo mensile per la gratifica.

Gli ammortizzatori sociali intervengono con la Cassa integrazione a zero ore. In questo caso, relativamente alle ore in cui il lavoratore lo ha utilizzato, viene compresa nell’integrazione salariale dell’Inps (o altri enti) la quota di stipendio che andrà a comporre la gratifica. Diverso il discorso in caso di Cassa integrazione a orario ridotto, il calcolo avverrà sulla base delle due quote (ore di lavoro e periodi di Cig).

In sostanza, per le Tredicesime (che verranno pagate entro il 23 dicembre) il taglio riguarda soprattutto la Cig a zero ore. Senza considerare i 3,9 miliardi di ore autorizzate in tale regime tra aprile e ottobre. Un altro record non cercato dopo quello relativo alle vittime Covid.