Boom di domande di pensione con l’ultimo treno di Quota 100. Tra i fattori indicati lo stress e la stanchezza. Ora serve lo snellimento delle procedure concorsuali.

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In pensione in anticipo grazie a Quota 100. Una strategia che sta prendendo piede nel mondo della scuola di Sicilia, tanto che addirittura 2.669 domande sono state inoltrate presso gli istituti preposti. Addirittura il 12% in più rispetto allo scorso anno. Ma il dato che più impressiona è che buona parte degli insegnanti in questione ha inoltrato richiesta al limite delle scadenze. Lasciando quindi in anticipo (da settembre 2021) l’insegnamento.

Magari un incentivo per far posto alle schiere di giovani docenti in attesa. Ma anche per lasciare in un momento storico in cui disciplina e didattica sono cambiate rispetto a qualche decennio fa. Quota 100, per quanto riguarda i sistemi pensionistici, la fa da padrone, con il 24% in più delle domande negli ultimi 12 mesi. Norma che consente di lasciare l’incarico e andare in pensione a 62 anni con 38 di contributi.

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Sicilia, docenti in fuga dalla scuola con Quota 100: in pensione per il “troppo stress”

Fa un certo effetto, a ogni modo, conoscere le motivazioni che spingono i docenti a mollare la presa “prima” del tempo. Più della metà lo ha fatto per “stanchezza” o, comunque sia, per motivazioni legate allo stress. Con tutti i suoi fattori e le sue variabili, di questi comuni a molte mansioni operativi. Di più, naturalmente, se si è a contatto con una realtà giovanile in forte cambiamento, sia nelle abitudini che nei comportamenti.

Qualche influenza, probabilmente, anche da parte del coronavirus, del lockdown e di tutte le scorie che la pandemia sta lasciando. Compreso il sistema della didattica a distanza che, inevitabilmente, ha contribuito a rivoluzionare i metodi di insegnamento. A settembre, un’indagine de Il Sole 24 Ore aveva evidenziato che proprio quello che allora era un rischio della seconda ondata, aveva fatto da incentivo alle domande di pensionamento.

Il resto, lo ha fatto l’ultimo anno utile per usufruire di Quota 100. La stessa ricerca evidenziava come le stime indicassero “in almeno 50mila le domande in arrivo (40mila docenti o poco meno e 10mila Ata)”. Una situazione che rende le procedure concorsuali per le assegnazioni di nuove cattedre più impellenti che mai. Senza ritardi ovviamente.