Oltre al dibattito albero di Natale bianco o verde, ogni anno ci si chiede: meglio un albero di Natale artificiale o vero? Tutti i pro e i contro.

albero di Natale
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Se non avete ancora scelto il vostro albero di Natale e siete indecisi se comprarlo vero o di plastica, ecco tutti i falsi miti che si sono creati dietro questa scelta.

Se avete un animo ecologista sicuramente la vostra scelta ricadrà su un albero di Natale vero.

Moltissimi italiani pensano che gli alberi veri utilizzati per il Natale siano strappati alle foreste e ciò comporterebbe una devastazione del territorio ma, l’ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, ha spiegato che questo è un falso mito.

In realtà, gli alberi di Natale che arrivano nelle nostre case non sono mai stati strappati ad una una foresta poiché provengono infatti da vivai specializzati.

Gli alberi, dopo 6-10 anni di coltivazione, vengono estirpati e sostituiti da altri piante. Ciò implica che per tutto il periodo della coltivazone hanno contribuito a mitigare l’effetto serra.

Se non avete uno spirito green e non avete la smania del profumo di abete potete ripiegare sugli alberi finti.

L’albero di Natale artificiale è fatto in plastica come PVC, difficile se non impossibile da riciclare, o poli-etilene o altri derivati del petrolio.

L’albero di Natale di plastica ha delle sostanziali differenze rispetto a quello vero, in particolare per il suo smaltimento.

Se un albero vero è buttato tra i rifiuti, in termini di emissioni ha un impatto che equivale a meno della metà di uno artificiale. Se viene compostato, arriviamo a un decimo.

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Albero di Natale: la scelta migliore da fare non è la più ovvia

La scelta migliore, anche con riferimento a quanto dichiarato dall’ISPRA, sembra essere quella di comprare un albero di Natale a “chilometro zero”, ossia prodotto secondo il disciplinare dell’agricoltura biologica, che non fa ricorso a fertilizzanti chimici e pesticidi di sintesi.

Da qualche tempo sul mercato ci sono una notevole quantità di alberi di Natale italiani dotati di marchi di certificazione ambientale, tra cui il Forest Stewardship Council e il Pan European Forest Certification, che garantiscono il rispetto di norme e prescrizioni di coltivazione ambientalmente sostenibili.