Restrizioni e divieti in giro per l’Europa, ma non tutti hanno scelto la stessa linea per il Natale 2020: ecco come verrà festeggiato

Divieti o cenoni: come i vari Paesi europei attendono il Natale 2020
Luci natalizie (Fonte foto: Pixabay)

Ognuno sceglie per sé e soprattutto, trova la propria soluzione per decidere quando si tornerà alla normalità e quindi a muovere l’economia. L’Austria, per esempio, proprio a differenza dell’Italia, aprirà i propri impianti sciistici, mentre per la Francia, Macron ha anunciato un allentamento delle restrizioni solo per vigilia di Natale e Capodanno.

Novità anche in Germania, Spagna, Regno Unito, nessuna delle nazioni può fingere che il Covid non esista, ma come visto con l’Austria, alcuni scelgono di essere meno rigidi per non bloccare del tutto i movimenti delle festività.

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Natale 2020: la Spagna in 4 fasi, Johnson decide per la GB

Macron è stato chiaro con i francesi: 15 dicembre il giorno dell’allentamento delle restrizioni, purché i contagi saranno scesi sotto i 5.000 al giorno. Restrizioni con coprifuoco anche oltralpe, orari 21 – 07, tranne che per il 24 dicembre e il 31 dicembre. In quelle due date infatti, sarà possibile spostarsi tra Regioni per passare il Natale con i propri cari.

In Germania è divisione tra Governo e i presidenti delle 16 Lander. Se il primo vuole restrizioni forti, gli altri hanno spinto per il ritorno alla normalità, ed ecco il compromesso. Dal 23 dicembre al 1 gennaio, consentite riunioni familiari fino a un massimo di 10 persone sotto lo stesso tetto ad esclusione degli under 14. Vietati invece ufficialmente, i mercatini di Natale.

Spagna, si fa sentire il ministro della Salute, Salvador Illa: “Non possiamo fare come se nulla fosse”. Persiste lo stato d’emergenza, ma sono già state ideate 4 fasi per la graduale riapertura. Nelle due notti, 24 e 31 dicembre, verrà però ristretto il corpifuoco dalle ore 1 di notte-6 del mattino. Anche qui, a partire dal 21 dicembre, verrà data la possibilità di fare riunioni familiari fino ad un limite di 10 persone.

Il Regno Unito dal canto suo attende le decisioni di Johnson. Tra riunioni familiari ed allentamenti, tra cui riaperture dei pub, si attendono le decisioni del Parlamento insieme al Primo Ministro. Intanto, non raggiungono accordi tra loro i vari paesi della Gran Bretagna, Inghilterra, Scozia, Irlanda del Nord e Galles.

Per quanto riguarda infine, per restare nell’ambito europeo, l’Israele, la comunità ebraica ha già rinunciato allo Yom Kippur, ora ci si prepara alle restrizioni anche per un’altra festività importante, l’Hanukkah del 10 dicembre, con fine 8 giorni dopo.

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