Lo smart working, a quasi un anno dall’inizio della pandemia, è diventato un abitudine. Ma i lavoratori preferiscono tornare sul posto di lavoro?

smart working
Fonte: Pixabay

QBE Insurance Group ha fatto una ricerca sulla relazione tra benessere psicologico e lavoro, con particolare riferimento allo smart working.

Da questo studio, infatti, è emerso che, per i lavoratori, lo smart working è entrato prepotentemente nelle abitudini di tutti e questa soluzione sta bene a tutti, solo il 28% ha espresso un parere favorevole nel voler ritornare alle vecchie abitudini di lavoro.

Il motivo per cui i dipendenti prediligono lo smart working non è perché non vogliono essere soggetti ai controlli del datore di lavoro, come potremmo aspettarci ma per nuove ansie e paura che questas pandemia ha creato: la possibilità di contrarre il virus tra le mura dell’ufficio oppure sui mezzi pubblici.

LEGGI ANCHE >>> Cosa combina il Governo? Terremotati costretti a pagare bollette super

Smart working e benessere psicologico: ecco perchè

I dati della ricerca parlano chiaro:

  • il 39% predilige lavorare in smart working da casa;
  • il 35 % dei lavoratori dipendenti predilige lavorare in parte in smart working e in parte in presenza;
  • un 26% è totalmente contrario a questa modalità di lavoro e vorrebbe tornare in ufficio.

Il clima non è dei migliori neanche per i dipendenti. Tutta questa situazione ha avuto un peso enorme sul benessere psicologico.

Il 35% degli intervistati non sta attraversando un buon momento. I giovani vivono con maggiore difficoltà questa situazione rispetto ai più anziani. Perciò, gli intervistati reclamano un aumento delle ferie e dei permessi.

Inoltre i dipendenti si sentono anche di dare dei consigli ai propri datori di lavoro per alzare l’asticella del proprio benessere. I dipendenti desiderano corsi motivazionali, un supporto psicologico, corsi di yoga e sedute per il controllo dell’ansia.

C’è da dire, però, una cosa: molti intervistati hanno dichiarato che il benessere psicologico è stato tenuto in buona considerazione dai propri capi. Quest’ultimi hanno avuto un’attenzione maggiore ai bisogni dei propri dipendenti. Ma nonostante tutte queste buone azioni, i dipendenti non hanno voglia di ritornare in ufficio.

LEGGI ANCHE >>> Arriva la stangata, Imu alle stelle: ecco chi rischia