Il premier Conte torna in televisione ospite di una trasmissione e parla di cenoni, sci e tradizioni.

Gli esperti dell’Iss continuano a dire – giustamente – che al virus poco importa se fra poco è Natale, e poi Capodanno e poi ancora Epifania. Il Covid non guarda in faccia a nessuno, ma il premier Conte cerca di mediare tra nemico-colleghi-cittadini. Un compito difficile. Si è sempre detto contrario al lockdown generalizzato e ha cercato di fare in modo che le restrizioni dovute alla seconda ondata di coronavirus, fossero il meno pesanti possibile.

Il ministero della Salute, tuttavia, non ha fatto sconti e sono nate le zone rosse che di fatto vivono come in primavera: chiusi in casa. Ora arriva Natale e non è che una festa per quanto importante, possa scombinare tutti i piani per arginare il Covid. Ma Conte, che torna in televisione come ospite e sceglie Lilli Gruber a Otto e mezzo, fa parlare anche il suo cuore.

«Sullo spostamento tra regioni a Natale, ci stiamo lavorando ma se continuiamo così a fine mese non avremo più zone rosse. Una buona notizia, il Capodanno senza zone rosse, ma con un grande rischio dietro l’angolo, e ieri l’Oms è stata chiara: “non ripetete gli errori dell’estate altrimenti la terza ondata sarà inevitabile nel 2021”

Il periodo natalizio richiede misure ad hocdice Conte . Si rischia altrimenti di ripetere il Ferragosto e non ce lo possiamo permettere». «Cercheremo di aprire le scuole prima di Natale, stiamo lavorando per questo».

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Conte segue il cuore, contro gli esperti: consentire la tradizione dei doni

A proposito dei cenoni, il premier Conte ci tiene a precisare. «Uno stato libero e democratico non può entrare nelle case e dire quante persone siedono a tavolo. Vogliamo ridurre la socialità ma consentire la tradizione a noi molto cara dei doni. In questo senso è controproducente limitare gli orari dei negozi”. Il cuore, appunto.

Non rinunciare alla tradizione, ma sacrificarsi almeno sulle piste da sci. «Consentire tutte le occasioni di socialità tipiche del periodo natalizio – ha continuato Conte – non è possibile. Non possiamo concederci vacanze indiscriminate sulla neve […]  Anche per gli impianti da sci – spiega il premier – il problema del protocollo è un conto ma tutto ciò che ruota attorno alle vacanze sulla nave è incontrollabile. E con Merkel e Macron in Europa stiamo lavorando ad un protocollo comune europeo. Non è possibile consentire vacanze sulla neve, non possiamo permettercelo».

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