Tra le monete che detengono un valore rispetto ad altri ci sono le 5 lire. Quali sono quelle che possono far guadagnare un sacco di soldi?

5 lireLa numismatica è lo studio scientifico della moneta e della sua storia, in tutte le sue varie forme, dal punto di vista storico-geografico, artistico ed economico. Questa scienza si interessa anche di altre forme di denaro, come le banconote, i mezzi di pagamento pre-monetari e gli oggetti a forma di moneta come medaglie, medaglioni, gettoni e medagliette religiose.

Detto studio ha individuato alcune monete italiane, rare sì ma nemmeno troppo, il cui valore è drasticamente aumentato e dalle quali si può guadagnare parecchio: primo fra tutti le vecchie lire.

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Le 5 lire che valgono più soldi: l’elenco completo

5 lire
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I motivi secondo cui una moneta è considerata pregiata sono due:

  1. la tiratura, vale a dire il numero di monete coniate nell’arco di un anno per singola moneta;
  2. lo stato di conservazione, più la moneta sarà intonsa più il suo valore sarà alto.

Le vecchie lire, proprio perché sono la moneta passata, hanno un valore maggiore. Non tutte hanno lo stesso valore, infatti, tra le vecchie lire più pregiate ci sono le 5 lire.

Tra queste lire quelle con più valore sono le 5 lire Qudriga, caratterizzate dalla presenza del volto di Vittorio Emanuele III e dalla figura dell’Italia ornata di fiori alla guida di una quadriga.

Le 5 lire Quadriga nel miglior stati di conservazione possibile, può essere venduta a un prezzo compreso fra i 13.000 e i 15.000 euro. In uno stato di conservazione inferiore il prezzo può oscillare tra i 6.000 e i 7.000 euro.

Monete Aquilotto e Uva, quanto valgono?

Le 5 lire Aquilotto, sono state coniote tra il 1931 e il 1935. Il motivo dietro a questo nome è la presenza, sul rovescio, dell’immagine di un’aquila che sta spiegando le ali.

Le 5 lire Aquilotto coniate del 1934 e conservate in fior di conio, cioè al massimo livello possibile, possono essere vendute in somme che si aggirano attorno ai 3.400 euro.

Il valore delle le 5 lire Uva, così chiamate per la presenza della rappresentazione di un grappolo d’uva, varia a seconda all’anno di realizzazione: quelle risalenti al 1946 possono essere proposte sul mercato a 1.800 euro. La stessa moneta risalente al 1950, sempre in fior di conio, vale attorno ai 50 euro.

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