L’Inps ha pubblicato oggi i risultati dell’Osservatorio sul precariato nel periodo gennaio-agosto. Numeri da brividi e un futuro occupazionale incerto col Covid che si abbatte sul lavoro mentre impazza il dibattito sul Natale.

Covid lavoro
Fonte: Pixabay

Sono i numeri di un vero e proprio tsunami occupazionale quelli forniti dall’Inps attraverso il suo Osservatorio sul precariato per il periodo gennaio-agosto 2020. E risulta sempre più surreale un dibattito sul Natale alla luce delle conseguenze del Covid sul tessuto occupazione del Paese. Infatti, rispetto allo stesso periodo del 2019, la contrazione delle assunzioni attivate dai datori di lavoro privati è stata pari al -35%.

Tale contrazione, particolarmente negativa nel mese di aprile (-83%)-si legge nel comunicato dell’Inps-, è risultata progressivamente attenuarsi, in corrispondenza dell’allentamento delle misure restrittive, scendendo sotto il 20% sia in luglio che in agosto. Il calo ha riguardato tutte le tipologie contrattuali, risultando però particolarmente accentuato per le assunzioni con contratti di lavoro a termine (intermittenti, somministrati, a tempo determinato)”.

In calo anche le trasformazioni dei contratti da tempo determinato (-32% rispetto allo stesso periodo del 2019; – 29% per il mese di agosto) mentre le conferme di rapporti di apprendistato giunti alla conclusione del periodo formativo risultano invece per il periodo gennaio-agosto 2020 ancora in crescita (+11% sul corrispondente periodo 2019).

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Osservatorio sul precariato Inps, la consistenza del lavoro occasionale al tempo del Covid

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L’Osservatorio Inps ha anche analizzato il mercato dei contratti di prestazione occasionale verificando anche in questo caso una contrazione dei lavoratori impiegati con questi contratti. Ad aprile questa contrazione risulta pari al 78% fino ad arrivare al -10% di agosto:”l’importo medio mensile lordo della remunerazione– spiega l’Inps– effettiva risulta ad agosto pari a 285 euro, in crescita rispetto all’anno precedente. Per quanto attiene ai lavoratori pagati con i titoli del Libretto Famiglia (LF), ad agosto 2020 essi risultano circa 82.000. Rispetto al 2019, a partire da marzo 2020, si registra uno sviluppo enorme dell’utilizzo del Libretto Famiglia: basti dire che se nel 2019 i lavoratori interessati (in almeno un mese dell’anno) erano stati 21.400, nel 2020 risultano, fino ad agosto, 539.000. Questo incremento straordinario è da ricondurre essenzialmente all’introduzione del bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting previsto dall’articolo 23 comma 8 del DL n. 18/2020 (decreto “Cura Italia”), pagati con titoli del libretto famiglia”.

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