Tre Regioni hanno varato oggi le nuove ordinanze antiassembramento per non favorire la diffusione del contagio. Previsti divieti di passeggio e chiusure mirate.

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L’obiettivo è fermare il contagio e cercare anche di anticipare eventuali misure governative più restrittive che poi sarebbe difficile allentare in tempi brevi.

Tre Regioni hanno emesso altrettante ordinanze per contenere gli assembramenti e così ridurre la curva del contagio. Ordinanze che riguardano tutti i settori della vita quotidiana.

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Allarme Covid, le nuove ordinanze firmate da Emilia, Friuli e Veneto: tutti i dettagli

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Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna hanno emesso oggi in contemporanea delle ordinanze concordate e avallate dal ministero della Salute e che differiscono tra di loro solo per quanto concerne l’aspetto di entrata in vigore del provvedimento.

In Emilia Romagna l’ordinanza andrà in vigore da sabato e fino al prossimo 3 dicembre, in Friuli avrà la stessa efficacia di range temporale mentre in Veneto il provvedimento andrà in vigore da domani.

I punti in comune sono: mascherine obbligatorie sempre una volta fuori casa; la chiusura dei negozi la domenica con eccezione delle farmacie, parafarmacie, generi alimentari, tabaccherie ed edicole; nei negozi ed esercizi di vendita una sola persona per nucleo familiare; bar e ristoranti aperti fino alle 18 ma dalle 15 e fino alla chiusura si può consumare solo da seduti; non è permesso passeggiare in strade e piazze dei centri storici per evitare il confluire di molte persone sempre nello stesso punto.

E’ Stefano Bonaccini, presidente dell’Emilia Romagna e presidente della Conferenza Stato-Regioni, a spiegare come si siano concordate ordinanze regionali con due territori regionali vicini “con misure ulteriormente restrittive, per evitare gli assembramenti, situazioni a rischio che non ci possiamo assolutamente permettere, per non favorire la diffusione del contagio. Inoltre, abbiamo chiesto al Governo l’apertura di un tavolo per ulteriori ristori economici a favore delle attività economiche coinvolte. Ogni misura presa, a livello nazionale e regionale, è a tutela della collettività, non ci sono pagelle o colori punitivi o premiali-ma solo lo sforzo del Paese di gestire la crisi ed uscirne definitivamente quando sarà disponibile il vaccino”.

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