Zone arancioni. La notizia era nell’aria ma adesso ha il timbro dell’ufficialità da parte di uno dei Governatori coinvolti.

Covid regioniMarco Marsilio, Governatore dell’Abruzzo, annuncia su Twitter che la sua regione sarà in zona arancione a partire da mercoledì.

La scorsa notte era passata tra consulti, riunioni e decisioni mancate trascinando con sé dubbi che, forse, potevano essere sciolti nella giornata di oggi. Ieri girandola di vertici telefonici, incontri in videoconferenza degli esperti del Comitato tecnico scientifico e della cabina di regia allargata a Ministero della Salute e Governo. Nulla di fatto e tutto era stato rinviato ad oggi.

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Zone arancioni, ecco la decisione ufficiale. Quante e chi sono

zone arancioni
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I dati di ieri non erano stati confortanti e avevano fatto registrare una impennata delle terapie intensive di oltre 110 unità e molti decessi. In riduzione il numero dei contagiati ma in virtù della riduzione del numero dei campo effettuati.

Poi è arrivata l’anticipazione del Governatore dell’Abruzzo su Twitter: “Il ministro @robersperanza mi ha anticipato esito riunione che ha stabilito il passaggio dell’#Abruzzo – insieme a Umbria, Basilicata, Liguria e Toscana – nella #zonaarancione. Gli effetti del provvedimento che il ministro si appresta a firmare avranno decorrenza da mercoledì”, ha scritto Marsilio.

Quindi, Umbria, Basilicata, Liguria, Abruzzo e Toscana da mercoledì passeranno in territorio “arancione”. La Governatrice dell’Umbria, Donatella Tesei intervenendo a Skytg24 ha così commentato:”Constatazione di una evoluzione della pandemia all’interno delle vari regioni. Ne prendiamo atto e ci adegueremo a quella che sarà l’ordinanza. Decisione giusta? I dati tecnici non sono di mia competenza, c’è chi è deputata a queste valutazioni e ne prendiamo atto. Il passaggio alla zona arancione comporta altre restrizioni economiche e devono essere messi a disposizioni finanziamenti adeguati per sostenere la nostra economia. Già ora abbiamo ripercussioni negative su attività commerciali ed economiche che hanno visto restrizioni. Misure forti dal punto di vista economico sono necessari. I dati sanitari? Il sistema nazionale è in difficoltà, noi stiamo facendo tutto quello che c’è da fare. Realizzeremo un piano di salvaguardia che va oltre anche alla seconda ondata”.

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